Rifiuti bollettino di informazione normativa - direttore: Paola Ficco
La qualificata e affidabile informazione normativa sulla gestione dei rifiuti

Rifiuti 2015 - Quesiti e risposte

Raccolta sistematica e ragionata dei Quesiti risolti dalla Rivista Rifiuti – Bollettino di informazione normativa

a cura di Paola Ficco
Vai alla scheda del libro
uscita: novembre 2015
numero pagine: 408
ISBN: 9788866271840
formato: 15 x 21 cm
28,00 euro

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Quesiti sui rifiuti

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Quesito del mese

Etichette: devono essere visibili


Corretta etichettatura dei rifiuti. In un reparto di uno stabilimento, si producono quattro fusti di 15.02.02* HP13 (non soggetto ad ADR), i quali sono politenati su un bancale e portati al deposito temporaneo nell’area apposita e identificata con cartellonistica riportante Eer 15.02.02 HP13. Il responsabile gestione rifiuti, avvisato della consegna, si reca nel deposito per l’etichettatura. I seguenti adesivi: R nera su sfondo giallo, pittogramma specifico, Eer, Frase HP vanno applicati su ogni singolo fusto o sul collo finale e quindi sul film di polietilene esterno che li blocca sul bancale? Per questioni di praticità, si potrebbe applicare solo il pittogramma CLP sui singoli fusti e gli altri restanti sul film?

Risponde Claudio Rispoli

Come noto, per i rifiuti pericolosi l’obbligo dell’etichettatura “di rischio” è stabilito dall’articolo 183, comma 1, lettera bb) punto 4 e dall’articolo 193, comma 3, Dlgs 152/2006, ove è richiamata l’applicazione delle norme inerenti l’imballaggio e l’etichettatura delle sostanze (e miscele) pericolose, cioè il Regolamento 1272/2008 (cd. “CLP”). Questo, a sua volta, (articolo 1, comma 3) stabilisce che i rifiuti “non costituiscono una sostanza, una miscela o un articolo ai sensi dell’articolo 2 del presente regolamento”, di fatto escludendoli dal proprio ambito di applicazione. Vanno poi richiamate le disposizioni di cui al Dlgs 81/2008, inerenti l’etichettatura ai fini della sicurezza sul lavoro (in estrema sintesi, tra l’altro si vedano le definizioni di cui all’articolo 222 e gli allegati XXIV e XXVI). Ne risulta un quadro normativo non proprio nitido e coerente, ma di cui occorre necessariamente tenere conto. Venendo al merito del quesito, occorre precisare che non esistono pittogrammi associati alle HP, esistono invece i pittogrammi GHS prescritti per alcuni codici di indicazione di pericolo, come indicato nello stesso Regolamento 1272/2008 (a mero titolo di esempio, si vedano le tabelle 3.1.3 o 4.1.4). Inoltre, proprio perché le HP “riassumono” diversi livelli o significati di pericolo (si pensi, ad esempio, ad HP3, HP6 o HP14), diventa indispensabile effettuare la classificazione del rifiuto secondo i criteri del CLP per individuare il corretto codice di indicazione di pericolo effettivamente pertinente e, conseguentemente, il pittogramma corrispondente: tutto questo risulta molto complesso. Sul “dove” mettere le etichette (fusti o sovraimballaggio in film), si ritiene che possibili indicazioni siano reperibili sia nel CLP che nell’ADR, ma il criterio guida è la visibilità delle stesse: se sono visibili nonostante la presenza del film non occorre ripeterle. Diversamente occorre considerare “quando” etichettare i rifiuti, cioè se all’atto dell’ingresso nel deposito temporaneo o anche nel reparto ove sono prodotti. Banali considerazioni in termini di sicurezza consigliano di apporre l’etichettatura completa già in reparto, il che, insieme ad istruzioni operative chiare fornite agli addetti, evita possibili confusioni tra rifiuti e materie prime o intermedi di lavorazione e fornisce la necessaria informazione di sicurezza. Infine, tanto per complicare ulteriormente le cose, va ricordato che i criteri di attribuzione delle caratteristiche di pericolo sono derivati dal Clp, ma non sono gli stessi; inoltre, a diversi codici di indicazione di pericolo spesso corrispondono gli stessi pittogrammi o, talvolta, nessun pittogramma (per questo motivo, è importante inserire anche il significato del codice di indicazione di pericolo) Infatti, tornando al caso di cui è quesito (il quale è emblematico delle incongruità normative esistenti) vanno fatte le seguenti considerazioni: – il Reg. 1357/2014 stabilisce che HP 13 va assegnata se sono presenti sostanze classificate con H334 o H317 in concentrazioni ≥ 10% (singola sostanza) – il Reg. 1272/2008 per le miscele classificate come H334 ed H317, oltre a stabilire limiti di concentrazione diversi (≥ 1%), prevede anche pittogrammi, rispettivamente, diversi. Auspicando un riordino di queste disposizioni, anche per facilitare l’operato degli organi di controllo, si comprende perché, nella pratica, spesso siano adottate soluzioni di etichettatura conservative, che però devono essere sempre opportunamente documentate.

Tratto da: Rifiuti n. 287 ottobre 2020

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