Rifiuti bollettino di informazione normativa - direttore: Paola Ficco

Quesiti

1367.

Alla luce delle criticità legate allo smaltimento dei fanghi di depurazione prodotti dal trattamento delle acque reflue urbane – Cer 190805 – si viene spesso a concretizzare una prolungata giacenza del fango nel deposito temporaneo e/o direttamente nei letti di essiccamento. Conseguentemente, in particolari condizioni climatiche e quindi per il solo effetto del naturale processo di evaporazione del contenuto d’acqua nel fango, si determina spesso una significativa differenza tra il peso registrato nell’operazione di carico alla data dell’effettiva produzione del rifiuto e il peso misurato allo strumento di pesatura del depuratore, del medesimo quantitativo, e registrato come scarico alla data del trasporto verso l’impianto di recupero/smaltimento. Quest’ultimo valore è quello inserito nel FIR e, pertanto, non è corrispondente al peso registrato nell’operazione di carico.
Come deve essere gestita tale differenza in peso, anche al fine di non determinare giacenze inesistenti?
Il quantitativo di fango “evaporato” può essere registrato come “operazione di smaltimento D9” esercitato presso il depuratore? O piuttosto, in tali circostanze si deve registrare, di volta in volta, il movimento di scarico in “D9” di tutto il fango prodotto e, solo all’atto delle operazioni di trasporto e conferimento, registrare un nuovo movimento di carico e contestuale scarico? Quale altra soluzione può essere esercitata?
Il depuratore (acque reflue prodotte da agglomerato urbano) deve essere espressamente autorizzato per le eventuali operazioni in D9?

risponde Paola Ficco