Rifiuti bollettino di informazione normativa - direttore: Paola Ficco

Quesiti

678.

Ove l’amianto naturalmente presente in un terreno, con superamento dei valori di concentrazione, dovesse essere impiegato al di fuori del sito di estrazione, si ricadrebbe a tutti gli effetti nei casi previsti dall’articolo 186, Dlgs 152/2006. A questo punto, però, la sussistenza dei requisiti di cui all’articolo 186, comma 1, lettera f) (“In particolare deve essere dimostrato che il materiale da utilizzare non è contaminato con riferimento alla destinazione d’uso del medesimo, nonché la compatibilità di detto materiale con il sito di destinazione”) deve essere dimostrata? Il fatto è che, nel caso dell’amianto, non esiste la differenziazione tra “colonna A” e “colonna B” per le Csc, e di conseguenza la compatibilità di un materiale che dovesse presentare valori di concentrazione di amianto superiori a 1000 ppm (o mg/kg) dovrebbe doversi escludere a priori, o tutt’al più limitarsi ad aree interessate dalla presenza delle stesse litologie caratterizzate dalla presenza di amianto naturale. Qual è il vostro parere in merito?

risponde Paola Ficco