Rifiuti bollettino di informazione normativa - direttore: Paola Ficco

Quesiti

644.

Esistono impianti autorizzati al recupero di rifiuti speciali pericolosi che effettuano solo una parte dell’intero ciclo di recupero del rifiuto previsto dal Dm 161/2002. I relativi rifiuti pretrattati sono avviati a terzi.
In caso di batterie esauste al piombo, il Dm 161/2002 individua il “Recupero al ciclo termico o idrometallurgico delle componenti metalliche a base di piombo ottenute mediante pretrattamento di frantumazione e vagliatura per la separazione delle componenti plastiche [R4]; decantazione, filtrazione e/o concentrazione dell’acido solforico [R5]”. Pertanto, ove l’impianto di recupero non fosse in grado di effettuare il recupero con il ciclo idrometallurgico o di fusione e raffinazione del piombo, non sarebbe possibile ottenere Mps e/o prodotti con le caratteristiche del “piombo e sue leghe e soluzione diluita di acido solforico nelle forme usualmente commercializzate”.
La sola attività di frantumazione e vagliatura delle batterie origina rifiuti speciali pretrattati pericolosi e non pericolosi (acido solforico, materie plastiche, piombo in forma di pastello di piombo, griglie e poli). Per individuare correttamente i Cer di tali rifiuti pretrattati, occorre una lettura del Dm 161/2002 in combinato disposto con il Dm 5 febbraio 1998.
Si chiede pertanto quale sia la corretta individuazione del rifiuto pretrattato costituito da “griglie e poli” vista la composizione chimica del medesimo, cioè se possa essere codificato con lo stesso Cer del pastello di piombo (060405*) oppure, essendo un “Rifiuto generato da un impianto di trattamento meccanico dei rifiuti”, sia classificabile con il Cer 191211* (Altri rifiuti compresi materiali misti – prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti, contenenti sostanze pericolose). In quest’ultimo caso, vista la genericità della categoria 19, questa consentirebbe ancora di individuare le batterie esauste al piombo quale rifiuto d’origine?

risponde Paola Ficco