Rifiuti bollettino di informazione normativa - direttore: Paola Ficco

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La Rubrica si propone di offrire un supporto operativo alla soluzione dei numerosi problemi interpretativi ed applicativi che sorgono nella produzione, nella gestione e nel controllo dei rifiuti.
La Rubrica non esercita attività di consulenza, diretta o indiretta, e non fornisce supporto a privati per motivi personali.
I Curatori risponderanno solo a quesiti ritenuti, a loro insindacabile giudizio, di valenza generale.
Ciò al fine di operare una collaborazione culturale e conoscitiva con il Pubblico direttamente coinvolto con le tematiche specifiche.
Il servizio fornito dalla Rubrica è gratuito ed è riservato agli abbonati alla Rivista (sia cartacea che on line); pertanto si prega di evidenziare nel quesito il nome del soggetto intestatario dell'abbonamento.
I quesiti (la cui formulazione deve essere chiara, grammaticamente corretta e non deve superare le 10 righe) ritenuti meritevoli di risposta possono essere inviati al seguente indirizzo quesiti@rivistarifiuti.it e troveranno risposta, ogni mese, su queste pagine.


1231. Albo: se superano i 30 kg/litri al giorno, i rifiuti pericolosi prodotti “in proprio” obbligano alla categoria 5

Parole chiave:

Albo gestori

Una ditta che effettua attività di manutenzioni su mezzi meccanici (trattori, autocarri) presso i clienti, produce rifiuti anche pericolosi.
Può capitare che i rifiuti pericolosi prodotti in un singolo intervento siano in quantità superiore a 30 kg. Per trasportare tali rifiuti da essa prodotti, la ditta in questione deve per forza iscriversi all’Albo Gestori Ambientali nella categoria 5, visto che supera il limite di 30 kg/l al giorno dell’iscrizione cat. 2-bis?
In tal caso, le condizioni per l’iscrizione alla categoria 5 sono in qualche modo semplificate, o comunque deve avere tutti i requisiti di un trasportatore conto terzi iscritto alla categoria 5? (nomina responsabile tecnico, garanzie finanziarie, attestazione idoneità mezzi).

risponde Paola Ficco
1232. Digestato: è un sottoprodotto solo se viene applicato direttamente al terreno (nel rispetto delle regole apposite)

Parole chiave:

Sottoprodotti

Negli impianti di digestione anaerobica per la produzione di biogas ad utilizzo energetico si produce, al termine della fase di digestione, un digestato che viene poi separato nelle due frazioni solida e liquida. La frazione solida viene essiccata.
L’impianto di digestione anaerobica è alimentato con biomasse conformi a quelle previste dall’art. 22, comma 1, Dm 25 febbraio 2016 (“Decreto Effluenti”).
Volendo inviare la frazione solida essiccata del digestato ad un’attività di compostaggio per la produzione di un ammendante compostato misto a norma del Dlgs n. 75 del 29 aprile 2010, si chiede di sapere se il digestato ottenuto, avviato a un impianto di compostaggio di una azienda terza autorizzata, può essere qualificato come sottoprodotto dell’attività di digestione oppure deve essere necessariamente qualificato come rifiuto non essendo direttamente destinato ad utilizzazione agronomica?

risponde Paola Ficco
1233. Import-export: è opportuno che il contratto sia tradotto in una lingua accettabile per l’Autorità di controllo

Parole chiave:

Import-export

Import di un rifiuto dagli Stati Uniti, ai fini del recupero. Il rifiuto rientra tra quelli soggetti agli obblighi di cui all’articolo 18 Regolamento (Ce) 1013/2006. Si chiede di sapere: l’azienda in questione riceve il rifiuto tramite un intermediario: il destinatario in questo caso è l’intermediario o l’impianto di recupero? Il contratto tra colui che organizza la spedizione e il destinatario, che contenuti e che forma deve avere?

risponde Paola Ficco
1234. Manutenzione: la proprietà dei rifiuti non c’entra con la responsabilità per la loro corretta gestione

Parole chiave:

Rifiuti da manutenzione

Nel caso in cui un manutentore esegua lavori presso lo stabile del cliente e i beni in oggetto sono di proprietà del cliente, il rifiuto che si genera, deve essere portato via dal manutentore come rifiuto prodotto “fuori dall’unità locale”? Il trasporto del rifiuto prodotto, deve essere effettuato da mezzo autorizzato e con autorizzazione in conto proprio? Si ipotizzano rifiuti non pericolosi.

risponde Paola Ficco
1235. Registri: il futuro testo non prevede l’agevolazione della tenuta presso le Associazioni (o loro società di servizi) per i rifiuti pericolosi

Si chiede di sapere se nel momento in cui entrerà (se entrerà) in vigore il Sistri e di conseguenza l’articolo 190 ‘comma 3 nella sua nuova formulazione, le aziende produttrici di rifiuti pericolosi sotto i dieci dipendenti possono continuare a gestire i registri di c/s tramite le Associazioni di categoria o loro società di servizi. Si chiede quanto precede perché tale articolo non ne fa menzione e riconosce tale opportunità esclusivamente alle aziende la cui produzione annua di rifiuti non pericolosi non eccede le dieci tonnellate?

risponde Paola Ficco
1236. Amianto: per gli inerti abbandonati si usa il capitolo “17” dell’Elenco europeo dei rifiuti (Eer)

Parole chiave:

Classificazione e CER

Azienda affidataria del servizio di rimozione, trasporto e smaltimento di materiali contenenti amianto (170605*) – Mca – rinvenuti su aree pubbliche e/o private assoggettate a servitù pubblica. Tali attività di bonifica ricorrono nelle specifiche procedure di emergenza indicate al punto 2c) dell’allegato al Dm 6 settembre 1994, rivestendo, pertanto il carattere d’ urgenza di cui all’articolo 256, comma 5, Dlgs 81/2008 (come modificato dall’articolo 118, Dlgs 106/2009).
S’intende appaltare tale servizio ad una azienda iscritta all’Albo gestori ambientali nelle categorie 10A e 10B per l’attività di rimozione e nella categoria 5F per l’attività di trasporto dei Mca dal luogo di rimozione al proprio impianto.
Considerato che, trattandosi di rifiuti urbani pericolosi abbandonati su pubblico suolo, il produttore è identificato nel Comune affidatario del servizio (l’eventuale cantiere aperto dall’azienda sarebbe finalizzato al solo confezionamento per il trasporto), si chiede se, relativamente all’attività di trasporto, l’iscrizione all’Albo in categoria 5 è requisito sufficiente per trasportare i Mca dal luogo di rimozione all’impianto oppure necessita l’iscrizione in categoria 1.

risponde Daniele Bagon
Segretario Albo gestori ambientali Sezione regionale Liguria
1237. Aia: in caso di vendita, la variazione del gestore va comunicata entro 30 giorni

Parole chiave:

Autorizzazioni

Un’azienda già in possesso di Aia per la sua attività produttiva, a seguito di cessazione dell’attività produttiva, ha ottenuto un’Aia per le operazioni di dismissione dell’unità locale. Tale Società può vendere gli immobili e le aree di competenza senza prima farsi carico di tutte le prescrizioni ed gli obblighi ambientali riportati nella propria Aia? Quali sono le responsabilità dell’acquirente circa i potenziali rischi ambientali ricadenti su tale acquisizione patrimoniale?

risponde Leonardo Filippucci
Avvocato in Macerata
1238. Aia: il frazionamento artificioso della medesima attività è suggestivo ma non perseguibile

Parole chiave:

Autorizzazioni

Allevamento intensivo di pollame con più di 40.000 posti pollame (galline). Tale soglia numerica comporterebbe la necessità per l’impresa di dotarsi della necessaria Autorizzazione integrata ambientale (Aia) ed eventualmente della Via/Vas (per allevamenti con più di 60.000 galline). Si chiede di sapere se l’impresa si “sdoppiasse” in due società più piccole (con il medesimo responsabile legale e stessa sede legale), che singolarmente non superino la soglia dei 40.000 posti pollame, sarebbero esentate dall’Aia? Le due realtà produttive insistono su più capannoni contigui e fruiscono sostanzialmente delle stesse infrastrutture (compresa l’unica area disponibile per lo stoccaggio della pollina). Pertanto, il contributo degli inquinanti si riverbera sulle stesse matrici ambientali.
Si precisa, infine, che i terreni disponibili non sono funzionalmente asserviti all’allevamento (ex allegato IV punto 1-c alla Parte II, Dlgs 152/2006).

risponde Leonardo Filippucci
Avvocato in Macerata
1239. Classificazione: il rinvio all’ADR è “dinamico”

Parole chiave:

Classificazione e CER

Dal 1º luglio 2017, è entrato in vigore l’ADR 2017, per l’attribuzione della caratteristica di pericolo HP14 ai rifiuti: si procede secondo quanto disposto dal Regolamento (Ce) 1357/2014 ovvero ai riferimenti che lo stesso fa all’ormai abrogato Regolamento (Ce) 67/548 visto che il Dl 78/2015 fa riferimento all’ADR 2015?

risponde Claudio Rispoli
Chimico - Consulente ADR