Rifiuti bollettino di informazione normativa - direttore: Paola Ficco

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La Rubrica si propone di offrire un supporto operativo alla soluzione dei numerosi problemi interpretativi ed applicativi che sorgono nella produzione, nella gestione e nel controllo dei rifiuti.
La Rubrica non esercita attività di consulenza, diretta o indiretta, e non fornisce supporto a privati per motivi personali.
I Curatori risponderanno solo a quesiti ritenuti, a loro insindacabile giudizio, di valenza generale.
Ciò al fine di operare una collaborazione culturale e conoscitiva con il Pubblico direttamente coinvolto con le tematiche specifiche.
Il servizio fornito dalla Rubrica è gratuito ed è riservato agli abbonati alla Rivista (sia cartacea che on line); pertanto si prega di evidenziare nel quesito il nome del soggetto intestatario dell'abbonamento.
I quesiti (la cui formulazione deve essere chiara, grammaticamente corretta e non deve superare le 10 righe) ritenuti meritevoli di risposta possono essere inviati al seguente indirizzo quesiti@rivistarifiuti.it e troveranno risposta, ogni mese, su queste pagine.


953. Sistri, i produttori iniziali obbligati devono iscriversi anche per la fase del trasporto dei propri rifiuti pericolosi

Una ditta iscritta all’Albo gestori ambientali secondo l’articolo 212 comma 8, Dlgs 152/2006 anche per il trasporto di rifiuti pericolosi da essa prodotti è obbligata all’iscrizione al Sistri e alla conseguente installazione delle black box? E nel caso tale attività di trasporto sia legata ad un’attività di manutenzione con trasporto dei rifiuti prodotti dal luogo di produzione alla sede dell’azienda stessa, quali sono gli obblighi di iscrizione al Sistri?

risponde Daniele Bagon
Segretario Albo gestori ambientali Sezione regionale Liguria
954. Sistri, nessuna esclusione per il trasportatore dei rifiuti pericolosi in regime ordinario

Una ditta che trasporta rifiuti pericolosi da essa prodotti e iscritta all’Albo gestori ambientali ai sensi dell’articolo 212, comma 5, Dlgs 152/2006, categoria 5 (trasporto di rifiuti pericolosi) in quanto il trasporto supera i limiti dei 30 kg giorno, ha l’obbligo di iscrizione al Sistri?

risponde Daniele Bagon
Segretario Albo gestori ambientali Sezione regionale Liguria
955. Sistri, il contributo non si paga sui mezzi sospesi dall’Albo

Una ditta iscritta all’Albo ai sensi dell’articolo 212, comma 5, Dlgs 152/2006, categoria 5, con 10 mezzi, ha l’obbligo di iscrizione al Sistri e di conseguenza l’obbligo di pagamento del contributo per tutti i 10 mezzi? Nel caso in cui siano iscritti al Sistri solo 3 dei 10 mezzi può essere soggetta a sanzioni dal 1° febbraio in qualità di “soggetto obbligato all’iscrizione”?

risponde Daniele Bagon
Segretario Albo gestori ambientali Sezione regionale Liguria
956. Sistri, l’annotazione in “altri rifiuti” di quanto ricevuto usando il registro Sistri demolitori/rottamatori sostituisce gli analoghi registri R13 e/o D15

A seguito della risposta al quesito n. 889 (in questa Rivista n. 217 – 05/14) chiediamo perché non si ritiene possibile rinunciare all’iscrizione al Sistri tipologia smaltitori recuperatori sottocategoria impianti di recupero di materia (R2, R3, R4, R6, R7, R8, R9) qualora l’impresa svolga uno o più delle attività citate sui rifiuti “ricevuti da terzi” e annotati sul registro cronologico selezionando la voce “altri rifiuti”? Non è possibile inserire il rifiuto nella tipologia smaltitorirecuperatori sottocategoria demolitorirottamatori alla voce altri rifiuti come per l’ R13 e D15 e i Raee come da Vostra risposta?

risponde Daniele Bagon
Segretario Albo gestori ambientali Sezione regionale Liguria
957. Sistri, la gestione della funzione “rettifica giacenze”

Nell’effettuare, mediante il Sistri, la registrazione di carico rifiuti prodotti, l’utente può scegliere se indicare come causale la procedura ordinaria o, fra le altre, la causale “rettifica giacenze”. Si chiede se tale opzione sottointende la possibilità, da parte del produttore, di modificare la quantità in giacenza dei rifiuti a seguito della verifica a destinazione di peso diverso da quello riportato in giacenza sul registro cronologico. Tale ipotesi pare suggerita anche dalla notifica di assunzione di responsabilità che compare nel sistema nel momento in cui, in fase di registrazione di scarico, viene confermato il peso presunto ma nell’apposita casella il sistema ha già rilevato un diverso peso verificato a destinazione.

risponde Daniele Bagon
Segretario Albo gestori ambientali Sezione regionale Liguria
958. Raee, fino al 15 agosto 2018, la disciplina si applica a tutte le categorie di cui all’allegato 1, Dlgs 49/2014

Parole chiave:

Raee

A mente del comma 6, dell’articolo 40, Dlgs 49/2014, si chiede se tutte le tipologie ivi indicate siano da considerarsi a priori come Raee oppure va dato seguito a tale disposizione solo quando sono gestiti Raee, reperiti o ritirati nell’ambito di queste tipologie.
Si chiede inoltre come, per le tipologie 5.7 e 5.8 che individuano gli spezzoni di cavi ricoperti (alluminio o rame), si possa parlare di Raee considerando che i medesimi cavi non rientrano nella definizione di Aee di cui all’articolo 4 comma 1 lettera a), Dlgs 49/2014. È possibile siano definiti Raee i rifiuti di cui alla tipologia 6.2 (sfridi, scarti, polveri e rifiuti di materie plastiche e fibre sintetiche)?
Con riferimento alle “installazioni fisse di grandi dimensioni” di cui all’articolo 4 comma 1 lettera c), Dlgs 49/2014, si chiede se sussiste l’obbligo di “indicare le misure adottate per garantire il trattamento adeguato ai sensi dell’articolo 18, nonché il rispetto delle prescrizioni tecniche stabilite agli allegati VII e VIII e dei requisiti necessari a garantire il conseguimento degli obiettivi di cui all’allegato V del Dlgs 49/2014”.

risponde Maria Letizia Nepi
Segretario Unicircular
959. Classificazione, per i rifiuti non pericolosi assoluti nessun accertamento analitico

Parole chiave:

Classificazione e CER

Come si può classificare un rifiuto costituito da polvere metallica (Cer 120104) qualora possa contenere “nichel” che ha composti pericolosi?
Di fatto, la norma prevede che un rifiuto codificabile con codice non pericoloso assoluto possa non essere oggetto di ulteriori accertamenti visto che non è previsto il codice specchio. D’altra parte il ciclo produttivo che lo ha generato porta certamente a individuare il codice di cui sopra. Laddove vi fosse il ragionevole dubbio che il rifiuto contiene ossido di nichel quale codice pericoloso utilizzare? Perché la norma non lo contempla? La scelta del codice, laddove vi sia il dubbio che il rifiuto possa contenere composti pericolosi, deve necessariamente tenere conto di codici specchio?

risponde Claudio Rispoli
Chimico - Consulente ADR
960. Classificazione, la disciplina sui rifiuti vede nelle norme europee il riferimento fondamentale

Parole chiave:

Classificazione e CER

La legge 116/2014 (conversione in legge del Dl competitività) apporta modifiche al Dlgs 152/2006 e, in particolare, l’articolo 13, comma 5, lettera bbis) modifica sostanzialmente l’allegato D, Dlgs 152/2006, introducendo nuove regole per la classificazione dei rifiuti, in vigore dal 18 febbraio 2015. Da quella data, dunque, tale allegato D riporterà indicazioni assolutamente difformi per la classificazione dei rifiuti: nel primo paragrafo si indica la necessità di classificare i rifiuti applicando la normativa delle sostanze pericolose per la valutazione di tutte le caratteristiche di pericolo da H1 a H15 (quindi anche per H14 - applicando l’approccio Cpl ad esempio secondo il parere Ispra/Iss del 18 marzo 2011), mentre nel secondo paragrafo, comma 5, rimane inalterata la modifica apportata dalla legge 28 marzo 2012 con cui viene introdotto l’approccio Adr per la valutazione della caratteristica H14 e non vengono prese in considerazione le caratteristiche H1, H2, H9, H12, H13. Qual è il corretto approccio da seguire per l’attribuzione della caratteristica H14 dal 18 febbraio 2015?

risponde Claudio Rispoli
Chimico - Consulente ADR