Rifiuti bollettino di informazione normativa - direttore: Paola Ficco

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La Rubrica si propone di offrire un supporto operativo alla soluzione dei numerosi problemi interpretativi ed applicativi che sorgono nella produzione, nella gestione e nel controllo dei rifiuti.
La Rubrica non esercita attività di consulenza, diretta o indiretta, e non fornisce supporto a privati per motivi personali.
I Curatori risponderanno solo a quesiti ritenuti, a loro insindacabile giudizio, di valenza generale.
Ciò al fine di operare una collaborazione culturale e conoscitiva con il Pubblico direttamente coinvolto con le tematiche specifiche.
Il servizio fornito dalla Rubrica è gratuito ed è riservato agli abbonati alla Rivista (sia cartacea che on line); pertanto si prega di evidenziare nel quesito il nome del soggetto intestatario dell'abbonamento.
I quesiti (la cui formulazione deve essere chiara, grammaticamente corretta e non deve superare le 10 righe) ritenuti meritevoli di risposta possono essere inviati al seguente indirizzo quesiti@rivistarifiuti.it e troveranno risposta, ogni mese, su queste pagine.


924. Abbandono, se il responsabile non si trova, la rimozione e la bonifica sono pagate dal Comune (cioè da tutti i cittadini)

Parole chiave:

Abbandono

In caso di rifiuti abbandonati sul territorio comunale, il loro produttore è il Comune o la ditta che ha ricevuto regolare incarico dallo stesso di rimuoverli e, quindi, procedere alla loro corretta gestione? Inoltre, tali rifiuti sono classificati “tutti” come rifiuti speciali, oppure alcuni possono essere classificati come rifiuti urbani e/o assimilabili agli urbani? Infine, il Comune deve procedere con la caratterizzazione del sito ove si trovano i suddetti rifiuti e, se ricorrono le condizioni, con la bonifica dell’area?

risponde Paola Ficco
925. Assimilati, nascono “assimilabili” e solo la delibera comunale li trasforma

Un chiarimento sull’assimilazione dei rifiuti speciali. Considerando che:
– ai punti c) e d), comma 3, articolo 184, Dlgs 152/2006 sono classificati speciali i rifiuti da lavorazioni industriali e da lavorazioni artigianali;
– un Comune nel proprio regolamento ha dichiarato “assimilate ai rifiuti urbani tutte le sostanze che compaiono al punto 1.1.1 della Deliberazione del Comitato interministeriale 27 luglio 1984”;
è corretto ritenere che:
– il Cer 170405 non può essere considerato assimilato ai rifiuti urbani in quanto proveniente da lavorazione artigianale/industriale;
– il Cer 17 04 05 essendo classificato rifiuto speciale non può essere sottoposto alla riduzione dell’imposta anche se va a recupero;
– possono essere considerati assimilati ai rifiuti urbani solamente i rifiuti identificati con i Cer delle classi 15 e 20?

risponde Paola Ficco
926. Intermediario, non è obbligatorio indicarlo sul formulario

Parole chiave:

Intermediario

Quando è opportuno e/o obbligatorio indicare l’intermediario sul formulario di identificazione rifiuti? Nel caso di appalto eseguito in ATI da parte di due aziende in cui la capogruggo (A) esegue materialmente il servizio di trasporto e fattura l’intero servizio al produttore e la seconda (B) esegue lo smaltimento presso il proprio impianto (e fattura la sua quota alla società A), sui formulari deve essere indicata la società A quale intermediario con detenzione?

risponde Paola Ficco
927. Materiali da scavo, sono sottoprodotti anche se prodotti all’estero, purché sia provata l’esistenza delle condizioni che giustificano il regime di favore

Parole chiave:

Terre e rocce da scavo

La gestione dei materiali da scavo in qualità di sottoprodotti ai sensi dell’articolo 184-bis, Dlgs 152/2006 (in deroga quindi al regime dei rifiuti) è attualmente disciplinata sul territorio nazionale dall’articolo 41-bis, Dl 69/2013 (Decreto Fare) e dal Dm 161/2012, quest’ultimo per le opere soggette a Via o ad Aia.
Nel caso di materiali da scavo da produrre in Svizzera e da conferire in Italia, si può applicare il regime dei sottoprodotti? In caso affermativo, quali procedure tecnico-amministrative sono da seguire?

risponde Paola Ficco
928. Sistri, il trasporto in ADR di imballaggi vuoti non ripuliti, per ora, opera con un numero UN fittizio

Quando un’impresa deve avviare a smaltimento rifiuti costituiti da imballaggi vuoti non ripuliti che hanno contenuto merci pericolose in ADR (Cer 150110), nella scheda Sistri Area Movimentazione è necessario riportare nell’apposito campo il numero UN che, di fatto, in questi casi non esiste in quanto l’ADR (5.4.1.1.6.2.1) sostituisce le consuete diciture (incluso il numero UN) con l’espressione “imballaggio vuoto”, “recipiente vuoto”, “ibc vuoto” oppure “grande imballaggio vuoto”.
Quindi, il Sistri chiede un numero UN che l’ADR non prevede e che, per di più, all’atto pratico non è di fatto individuabile (pensiamo al caso di più imballaggi vuoti non ripuliti che abbiano contenuto ciascuno una diversa merce pericolosa). Come suggerite di procedere in questi casi?

risponde Daniele Bagon
Segretario Albo gestori ambientali Sezione regionale Liguria
929. Formulario, le regole per il trasbordo risalgono alla Circolare del 1998

Gestione del trasporto intermodale di rifiuti caricati alla rinfusa su mezzo marittimo: al momento del trasbordo di tali rifiuti su strada si suddivide l’intero quantitativo su più mezzi.
I formulari di accompagnamento del rifiuto, anche durante il trasporto marittimo, devono essere tanti quanti i mezzi terrestri su cui si caricherà il rifiuto?
Laddove decidessimo di accompagnare il trasporto marittimo con un solo formulario in cui si riporta la quantità complessiva di rifiuti sul natante, dovremmo poi redigere nuovi formulari di trasporto per i mezzi terrestri visto che il formulario in originale deve sempre accompagnare il trasporto? E, poi, il primo formulario che fine deve fare? Entrambe le soluzioni sono carenti dal punto di vista normativo e contestabili. Cosa fare?

risponde Daniele Bagon
Segretario Albo gestori ambientali Sezione regionale Liguria