Rifiuti bollettino di informazione normativa - direttore: Paola Ficco

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La Rubrica si propone di offrire un supporto operativo alla soluzione dei numerosi problemi interpretativi ed applicativi che sorgono nella produzione, nella gestione e nel controllo dei rifiuti.
La Rubrica non esercita attività di consulenza, diretta o indiretta, e non fornisce supporto a privati per motivi personali.
I Curatori risponderanno solo a quesiti ritenuti, a loro insindacabile giudizio, di valenza generale.
Ciò al fine di operare una collaborazione culturale e conoscitiva con il Pubblico direttamente coinvolto con le tematiche specifiche.
Il servizio fornito dalla Rubrica è gratuito ed è riservato agli abbonati alla Rivista (sia cartacea che on line); pertanto si prega di evidenziare nel quesito il nome del soggetto intestatario dell'abbonamento.
I quesiti (la cui formulazione deve essere chiara, grammaticamente corretta e non deve superare le 10 righe) ritenuti meritevoli di risposta possono essere inviati al seguente indirizzo quesiti@rivistarifiuti.it e troveranno risposta, ogni mese, su queste pagine.


854. Attività, per individuarle correttamente il codice Ateco è determinante

Parole chiave:

Mud

L’articolo 184, comma 3, Dlgs 152/2006 riporta le attività o le lavorazioni che generano rifiuti speciali ma al fine di individuare in concreto i soggetti che in relazione a tali attività sopportano una serie di oneri, si chiede cosa si intende per: rifiuti da lavorazioni industriali; da lavorazioni artigianali; da attività commerciali; da attività di servizio; da attività sanitarie.
Noi riteniamo, per esempio che un negozio di alimenti non è tenuto all’obbligo del registro di carico e scarico (attività commerciale) mentre un barbiere, acconciatore e centro estetico (lavorazione artigianale) è tenuto.

risponde Paola Ficco
855. Registro carico e scarico, gli intermediari possono tenerlo anche nella sede secondaria

Qualora gli uffici amministrativi di un’impresa che effettua intermediazione rifiuti fossero ubicati in luogo diverso dalla sede legale (ove non vi è presenza di personale) è possibile conservare presso gli uffici amministrativi il registro di carico scarico? Vi sono comunicazioni da effettuare?

risponde Paola Ficco
856. Produttore, i principi relativi alla responsabilità non cambiano se i rifiuti vanno a recupero anziché a smaltimento

Parole chiave:

Produttore

È responsabilità del produttore di rifiuti che affida ad un soggetto autorizzato l’incarico di portare a smaltimento i propri rifiuti, verificare che, quando questi siano conferiti in un impianto in D13, D14, o in D15, tali rifiuti siano poi stati avviati ad una operazione da D1 a D10.
Ma tale verifica è obbligatoria da parte del produttore del rifiuto anche se questo viene conferito in un impianto debitamente autorizzato in R13?

risponde Paola Ficco
857. Sistri, la condotta del produttore iniziale prima dell’operatività per le operazioni del destinatario

Il produttore iniziale di rifiuti pericolosi non ancora tenuto all’iscrizione ma comunque presente nell’anagrafica Sistri, a conclusione di un conferimento deve effettuare la registrazione cronologica?

risponde Daniele Bagon
Segretario Albo gestori ambientali Sezione regionale Liguria
858. Aia, in attesa del rinnovo, sì alla prosecuzione dell’attività con estensione della fideiussione

Parole chiave:

Autorizzazioni

Una ditta di trattamento rifiuti ha presentato istanza di rinnovo Aia correttamente nei tempi previsti; essendo ormai scaduto il termine di 150 giorni previsto dall’articolo 29octies, Dlgs 152/2006, la ditta ha presentato un’estensione di 12 mesi della garanzia finanziaria al fine di poter proseguire l’attività. Si chiede se, considerata l’accettazione dell’estensione fideiussoria, la ditta può continuare ad operare.

risponde Leonardo Filippucci
Avvocato in Macerata
859. Tarsu, per il prelievo sugli assimilati, il regolamento comunale deve indicare anche le quantità

Trasformazione carta per la produzione di diverse tipologie di imballaggi. Lo stabile aziendale consta di un’area di lavorazione, di un magazzino di materie prime, di un magazzino di prodotti finiti e di un’area uffici. Nelle aree produttive si generano unicamente rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi, nei magazzini vengono prodotti unicamente rifiuti da imballaggi terziari (per il trasporto) e negli uffici si originano rifiuti caratteristici della attività ivi svolte (carta, plastica, eccetera). Tutte le tipologie di rifiuti speciali prodotti sono avviate a smaltimento o recupero mediante terzi autorizzati e senza usufruire del servizio di raccolta comunale. Il regolamento comunale non definisce alcun principio quantitativo di assimilazione né elenca dettagliatamente le tipologie di rifiuti.
In riferimento alla Tarsu, in che misura e per quali aree l’azienda sarebbe tenuta a corrispondere il tributo? Si ritiene di dover assolvere il tributo solo ed esclusivamente per gli uffici, poiché esiste giurisprudenza di legittimità che esonera del tutto le aree produttive, in cui si generano rifiuti speciali, ed i depositi, ove si producano rifiuti da imballaggi terziari.

risponde Luigi Lovecchio
Dottore commercialista