Rifiuti bollettino di informazione normativa - direttore: Paola Ficco

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La Rubrica si propone di offrire un supporto operativo alla soluzione dei numerosi problemi interpretativi ed applicativi che sorgono nella produzione, nella gestione e nel controllo dei rifiuti.
La Rubrica non esercita attività di consulenza, diretta o indiretta, e non fornisce supporto a privati per motivi personali.
I Curatori risponderanno solo a quesiti ritenuti, a loro insindacabile giudizio, di valenza generale.
Ciò al fine di operare una collaborazione culturale e conoscitiva con il Pubblico direttamente coinvolto con le tematiche specifiche.
Il servizio fornito dalla Rubrica è gratuito ed è riservato agli abbonati alla Rivista (sia cartacea che on line) e agli abbonati di "Osservatorio di normativa ambientale" di ReteAmbiente; pertanto si prega di evidenziare nel quesito il nome del soggetto intestatario dell'abbonamento.
I quesiti (la cui formulazione deve essere chiara, grammaticamente corretta e non deve superare le 10 righe) ritenuti meritevoli di risposta possono essere inviati al seguente indirizzo quesiti@reteambiente.it e troveranno risposta, ogni mese, su queste pagine.


798. Albo, categoria 4 e revoca della garanzia

Parole chiave:

Albo gestori

Dal 25 dicembre 2010 (data di entrata in vigore del Dlgs 205/2010) non è più obbligatoria la presentazione di una garanzia finanziaria per l’iscrizione all’Albo gestori in categoria 4. L’Albo con la Circolare n. 240 del 9 febbraio 2011 ha indicato che le aziende iscritte in categoria 4 “possono richiedere la revoca dell’accettazione della garanzia finanziaria prestata rimanendo iscritte in categoria 4”. Si chiede: un’azienda iscritta in categoria 4 fino a gennaio 2013 (iscrizione scaduta e non rinnovata), che per mancata conoscenza del diritto di revoca non l’ha esercitato, può richiedere oggi la revoca della garanzia, che allo stato attuale servirebbe a coprire fino al gennaio 2015 eventuali inadempienze verificatisi fino a gennaio 2013? L’azienda oggi sopporta delle spese (la garanzia finanziaria prestata è bancaria, e prevede per un costo annuo anche nel biennio successivo alla scadenza dell’iscrizione) che ritiene una distorsione del mercato, perché non obbligatorie per i concorrenti.

risponde Paola Ficco
799. Cer, per il rifiuto liquido da lavaggio cassonetti, il problema venne risolto dall’Albo gestori nel 2007

Parole chiave:

Classificazione e CER

Qual’è il Cer più appropriato da assegnare ai rifiuti liquidi prodotti dal lavaggio dei cassonetti della raccolta rifiuti urbani? Quale, invece, quello più appropriato da assegnare ai rifiuti liquidi prodotti dal lavaggio degli automezzi adibiti alla raccolta degli Rsu?

risponde Paola Ficco
800. Cer, i materassi non sono prodotti tessili

Parole chiave:

Classificazione e CER

Da una attività di selezione di rifiuti ingombranti, effettuata sia manualmente che con l’ausilio di mezzi meccanici mobili (gru dotata di ragno), scaturiscono materassi di varia tipologia che sono inviati ad altra ditta di recupero. Si chiede: qual è il Cer corretto di questi rifiuti (materassi)? È corretto apporre il Cer 191208 – prodotti tessili?

risponde Paola Ficco
801. Compostaggio, la delibera del Consiglio regionale non può derogare al Dm 5 febbraio 1998

Il Dm 5 febbraio 1998 prevede una deroga all’obbligo di impermeabilizzazione, e conseguente realizzazione dei sistemi di drenaggio e raccolta delle acque, per gli impianti di compostaggio che trattino solo rifiuti appartenenti alle tipologie c), h) ed l), cap. 16.1, Allegato 1, Suballegato 1 a tale Dm e che abbiano una capacità annua di trattamento inferiore a 1.000 tons. Per contro, il Piano tutela acque regionale del Lazio di cui alla Dcr 42/2007 (aggiornata con Dgr 219/2011), prevede l’obbligo di impermeabilizzazione, ai fini del trattamento delle acque di prima pioggia, per tutti gli impianti in cui vi siano “depositi di rifiuti”; pertanto, vale ancora la deroga all’obbligo di impermeabilizzazione prevista dal Dm 5 febbraio 1998 per gli impianti di compostaggio suddetti?

risponde Paola Ficco
802. Conto proprio: è idoneo se il trasporto è funzionale all’attività principale

Parole chiave:

Trasporto e ADR

Ditta (titolare di sito per lo stoccaggio di rifiuti non pericolosi) autorizzata alla raccolta e trasporto di rifiuti per categoria 1, classe A e categoria 2, classe F, in virtù di convenzione in essere con il Comune per il servizio di raccolta. Può esercitare il servizio con mezzi di portata max 3.5 ton autorizzati al trasporto conto proprio oppure ha bisogno di mezzi con autorizzazione conto terzi? Una regolare convenzione in essere tra il gestore della nettezza urbana e la ditta, in questo caso gli stessi mezzi con portata max 3.5 ton devono essere autorizzati al trasporto conto proprio o conto terzi?

risponde Paola Ficco
803. Concordato preventivo liquidatorio, le autorizzazioni restano in vita fino al passaggio all’acquirente

Parole chiave:

Autorizzazioni

Un’azienda che opera nell’ambito del trattamento/recupero dei rifiuti e che pertanto gestisce impianti autorizzati ex articoli 208 o 29sexies, Dlgs 152/2006, nel momento in cui è ammessa alla procedura di concordato preventivo liquidatorio, viene a perdere le autorizzazioni o le mantiene fino a quando l’azienda non viene dichiarata chiusa, fermo restando tutti gli adempimenti prescrittivi?

risponde Paola Ficco
804. Formulario, per i fanghi, il potabilizzatore/produttore non deve inserire gli estremi di autorizzazioni che non ha

Depuratore che tratta l’acqua di un fiume e fornisce acqua potabile e acqua per uso industriale. Si chiede:
1) nel richiedere l’autorizzazione allo scarico in acque superficiali bisogna considerare l’impianto di potabilizzazione come un impianto industriale?
2) nel compilare il formulario per il trasporto dei fanghi nel campo dove si inserisce il numero di autorizzazione dell’impianto, cosa va inserito?

risponde Paola Ficco
805. Imballaggi, prima di essere riutilizzati sono rifiuti, con tutto quel che ne consegue

Parole chiave:

Imballaggi

Questa Provincia ha autorizzato ai sensi dell’articolo 208, Dlgs 152/2006 un impianto di stoccaggio, selezione e lavaggio di imballaggi raccolti da diverse attività produttive che utilizzano sostanze chimiche. Tali imballaggi vengono pertanto conferiti al suddetto impianto come rifiuti. A seguito di selezione e lavaggio gli imballaggi integri vengono rivenduti a chiunque ne faccia richiesta per il riutilizzo. Si ritiene che i suddetti imballaggi sono da considerarsi rifiuti e come tali gestiti, in quanto le attività da cui originano sono attività produttive che se ne disfano come rifiuti indipendentemente dal loro stato e quindi dalla loro riutilizzabilità. Solo a seguito di cernita e lavaggio possono essere avviati al reimpiego come imballaggi. Siamo a conoscenza del fatto che in altre Regioni del Nord tale attività non viene gestita ai sensi del Dlgs 152/2006 in quanto gli imballaggi raccolti non vengono considerati rifiuti. Va da sé che dai suddetti impianti vengono ottenuti sia imballaggi riutilizzabili che rifiuti di imballaggi in percentuali anche rilevanti. Tale diversa interpretazione incide in maniera sostanziale sulla libera concorrenza e sul mercato a danno naturalmente dei soggetti che effettuano una gestione secondo la normativa sui rifiuti.

risponde Paola Ficco
806. Mud, no per i rifiuti non pericolosi del commercio, anche se con più di 10 dipendenti

Parole chiave:

Mud

Una ditta commerciale, con un numero di dipendenti superiore a dieci, che produce come rimanenze di magazzino e smaltisce solo rifiuti non pericolosi (Cer 020304), chiede: se deve fare il Mud; se, non avendolo fatto per il 2012, può farlo ancora anche se in ritardo; se ci sono delle sanzioni. Inoltre, non avendolo fatto per gli anni scorsi, cosa succede.

risponde Paola Ficco
807. Cer ed elementi grafici in “Rifiuti-Bollettino di informazione normativa”

Parole chiave:

Classificazione e CER

Nel consultare l’Elenco dei Cer inserito in “Rifiuti – Bollettino di informazione normativa” ci è sorto un dubbio sul significato dei Cer associati alla grafica. In particolare, per il rifiuto trasformatore elettrico contenente olio con Pcb pari a 26mg/kg attribuiremmo il primo dei due seguenti Cer:
– 160209 Trasformatori e condensatori contenenti Pcb (con Cer in rosso, asterisco e descrizione in nero = Cer a “specchio” anche se il termine è stato tolto)
– 160210 Apparecchiature fuori uso contenenti Pcb o da essi contaminati, diverse da quelle di cui alla voce 160209 (con Cer tutto in rosso= Cer pericoloso).
Se avessimo consultato lo stesso Elenco in bianco/nero avremmo considerato pericoloso il primo cioè il 160209, mentre il secondo Cer 160210 lo avremmo considerato “a specchio”, tanto più che il temine “o da essi contaminati” contenuto nella relativa descrizione attenua quasi la pericolosità dell’apparecchio. Come si esce da questa incertezza nella corretta lettura dei Cer?

risponde Paola Ficco