Rifiuti bollettino di informazione normativa - direttore: Paola Ficco

Rubriche


La Rubrica si propone di offrire un supporto operativo alla soluzione dei numerosi problemi interpretativi ed applicativi che sorgono nella produzione, nella gestione e nel controllo dei rifiuti.
La Rubrica non esercita attività di consulenza, diretta o indiretta, e non fornisce supporto a privati per motivi personali.
I Curatori risponderanno solo a quesiti ritenuti, a loro insindacabile giudizio, di valenza generale.
Ciò al fine di operare una collaborazione culturale e conoscitiva con il Pubblico direttamente coinvolto con le tematiche specifiche.
Il servizio fornito dalla Rubrica è gratuito ed è riservato agli abbonati alla Rivista (sia cartacea che on line); pertanto si prega di evidenziare nel quesito il nome del soggetto intestatario dell'abbonamento.
I quesiti (la cui formulazione deve essere chiara, grammaticamente corretta e non deve superare le 10 righe) ritenuti meritevoli di risposta possono essere inviati al seguente indirizzo quesiti@rivistarifiuti.it e troveranno risposta, ogni mese, su queste pagine.


695. Demolizione, la categoria 17 dell’Elenco europeo dei rifiuti non si applica solo all’edilizia

Parole chiave:

Classificazione e CER

Una società/ditta che deve “demolire” un impianto di depurazione di acque potabili e/o reflue, è corretto che assegni i Cer del capitolo 17, in quanto produttore del rifiuto, dopo aver separato le varie frazioni in base alla tipologia (es: 17 04 05 per la frazione costituita da parti di ferro e acciaio; ecc.)? Oppure sarebbe opportuno, da parte del produttore, assegnare altri Cer in quanto i rifiuti prodotti, segnalati in calce e separati per tipologia, non rientrano nei cosiddetti “rifiuti da costruzione e demolizione”? In questo caso, quali Cer risultano più appropriati?

risponde Paola Ficco
696. Digestato, per l’impiego occorre aspettare un Dm

Parole chiave:

Sottoprodotti

Si vorrebbe conoscere il vostro parere circa le modifiche normative sull’attribuzione della qualifica di sottoprodotto al digestato proveniente da impianti di produzione di biogas intervenute ad opera della legge 7 agosto 2012, n. 134, articolo 52, comma 2-bis.
Poiché l’articolo richiamato rimanda all’adozione di uno specifico decreto che disciplini le modalità di utilizzo del digestato, la disposizione può ritenersi immediatamente applicabile?

risponde Paola Ficco
697. Discariche, sì al primo controllo visivo con telecamera

Parole chiave:

Discariche

In riferimento alla risposta n. 674 pubblicata sul numero di luglio 2012 di questa Rivista, si chiede se è possibile utilizzare apparecchiature video solo ed esclusivamente per il primo controllo visivo effettuato sull’organo di pesatura.

risponde Paola Ficco
698. Formulario, lo stato fisico del fango si aggiunge a quelli tipici di tutti gli altri rifiuti

L’allegato IIIA al Dlgs 99/1992 (“Fanghi da utilizzare in agricoltura – scheda di accompagnamento”) prevede anche l’indicazione dello stato fisico (che può essere “disidratato”, “essiccato”, “liquido”). L’articolo 2, comma 25, Dlgs 4/2008 ha modificato il comma 8 dell’articolo 193, Dlgs 152/2006.
Il formulario di cui al Dm 1 aprile 1998, n. 145, prevede (all’allegato C punto V lettera A)) le seguenti caratteristiche fisiche codificate: “1. Solido pulverulento; 2. Solido non pulverulento; 3. Fangoso palabile; 4. Liquido”, non prevedendo specifiche caratteristiche fisiche esplicite per lo stato fisico “disidratato” come da allegato IIIA al Dlgs 99/1992. Si chiede di sapere se l’indicazione “stato fisico disidratato” debba essere riportata nello spazio relativo alle annotazioni o è sufficiente l’indicazione dello stato fisico relativo (nella fattispecie “3. Fangoso palabile”).

risponde Paola Ficco
699. Impianti mobili, vanno autorizzati se fanno trattamento

Parole chiave:

Autorizzazioni

Un impianto mobile costituito da vaglio a tamburo rotante deve essere necessariamente autorizzato o può essere considerato come un impianto che effettua “la sola riduzione volumetrica e separazione delle frazioni estranee” così come previsto all’articolo 208, comma 15, Dlgs 152/2006?

risponde Paola Ficco
700. Impianti mobili, l’“interessato” può essere sia il titolare dell’impianto sia quello del sito

Parole chiave:

Impianti mobili

Ai sensi dell’articolo 208, comma 15, Dlgs 152/2006, per gli impianti mobili di recupero rifiuti (frantoio/trituratore) si chiede se l’interessato che effettua la comunicazione delle campagne di attività agli enti preposti è il titolare dell’impianto mobile o il titolare del sito ove la campagna deve essere svolta.

risponde Paola Ficco
701. Impianti mobili, sì allo “screening” se vengono superate le soglie (a meno di disciplina regionale)

Parole chiave:

Impianti mobili

Per l’utilizzo di un impianto mobile di recupero inerti (frantoio/trituratore) che tratta più di 10 tonnellate al giorno è necessario espletare la procedura di verifica (screening)?

risponde Paola Ficco
703. Registro, il peso, anche se presunto, va indicato nella terza colonna

Nella compilazione del registro di carico e scarico è corretto affermare che nella scheda di carico la quantità stimata deve essere indicata nella quinta colonna del registro e non nella terza?
La normativa prevede che la quarta copia del formulario debba pervenire al produttore entro tre mesi dalla data della presa in carico del rifiuto, tuttavia il produttore è tenuto a completare la scheda di scarico entro 10 giorni dalla data della presa in carico del rifiuto da parte del trasportatore. Il produttore, se non è a conoscenza del peso esatto del rifiuto, può non indicare la quantità di rifiuto scaricata fino al ricevimento della quarta copia del Fir oppure deve indicare nella terza colonna la stessa quantità stimata nel carico e, in seguito (al ricevimento della quarta copia del Fir), riportare nella quinta colonna il peso verificato a destino?

risponde Paola Ficco
704. Frigoriferi, non è possibile applicare l’H14

Parole chiave:

Classificazione e CER

Trasporto rifiuti con prelievo da privati (aziende) e da centri di raccolta comunali. Sempre più frequentemente i produttori di rifiuti identificati come “frigoriferi” ci chiedono quali indagini poter effettuare (dal momento che non è possibile sottoporre ad analisi chimica un frigorifero e molto spesso non si è a conoscenza di quali concentrazioni raggiungano le sostanze pericolose ivi contenute) per valutare se poter eliminare la classe di pericolo H14 sino ad oggi attribuita (forse con eccessiva facilità) oppure se confermarla. Nella speranza di ricevere un Vostro consiglio da poter poi girare ai nostri clienti interessati.

risponde Claudio Rispoli
Chimico - Consulente ADR