Rifiuti bollettino di informazione normativa - direttore: Paola Ficco

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La Rubrica si propone di offrire un supporto operativo alla soluzione dei numerosi problemi interpretativi ed applicativi che sorgono nella produzione, nella gestione e nel controllo dei rifiuti.
La Rubrica non esercita attività di consulenza, diretta o indiretta, e non fornisce supporto a privati per motivi personali.
I Curatori risponderanno solo a quesiti ritenuti, a loro insindacabile giudizio, di valenza generale.
Ciò al fine di operare una collaborazione culturale e conoscitiva con il Pubblico direttamente coinvolto con le tematiche specifiche.
Il servizio fornito dalla Rubrica è gratuito ed è riservato agli abbonati alla Rivista (sia cartacea che on line); pertanto si prega di evidenziare nel quesito il nome del soggetto intestatario dell'abbonamento.
I quesiti (la cui formulazione deve essere chiara, grammaticamente corretta e non deve superare le 10 righe) ritenuti meritevoli di risposta possono essere inviati al seguente indirizzo quesiti@rivistarifiuti.it e troveranno risposta, ogni mese, su queste pagine.


679. Albo, lo spazzamento meccanizzato va calibrato con le reali esigenze operative

Parole chiave:

Albo gestori

L’allegato C alla delibera Ministero dell’ambiente del 30 gennaio 2003 per l’attività di spazzamento meccanizzato (Cat. 1), in riferimento alla dotazione minima di veicoli riporta: “Veicoli a motore e tre o quattro ruote” non precisando se debbano essere autospazzatrici. Quindi l’azienda potrebbe avere anche solo autocarri e motocarri? Se sì, che fine fa il concetto di spazzamento “meccanizzato”?

risponde Paola Ficco
680. Formulario, la microraccolta ne vuole uno per ogni presa

L’impresa A ha un impianto di recupero indumenti usati, è autorizzata al trasporto degli stessi dall’Albo nazionale gestori ambientali e ha posizionato contenitori per la raccolta differenziata degli stessi in aree private del territorio comunale.
Quando col suo automezzo fa il suo giro settimanale di prelievo, può utilizzare un unico formulario in cui compare anche come produttore del rifiuto, eventualmente riportando nelle annotazioni “Materiale prelevato da nostri contenitori posizionati nei Comuni di XXX”?

risponde Paola Ficco
681. Raccolte differenziate, il produttore dei rifiuti è sempre l’impresa che li conferisce al recupero

Parole chiave:

Produttore

Per sostenere un’iniziativa di solidarietà, può il dipendente di un’azienda, di propria iniziativa (cioè non rivestendo ufficialmente alcun ruolo di rappresentanza dall’azienda per cui lavora), gestire all’interno della stessa una raccolta differenziata separata di un particolare tipo di imballaggi (tappi di plastica) prodotti con presupposti tali per cui il produttore risulta essere l’azienda stessa? Secondo tale configurazione, può il dipendente sostituirsi all’azienda, senza che la stessa venga meno alle norme sulle gestione dei rifiuti, nel ruolo di produttore per canalizzare questa parte di imballaggi verso una gestione separata non eseguita e non controllata dall’azienda cedendo questi rifiuti a soggetti della filiera del recupero con cui l’azienda non ha alcun rapporto? Come può essere interpretata sul piano giuridico una tale situazione?

risponde Paola Ficco
682. Recupero (in ordinaria), l’R12 non recapita in R13

Parole chiave:

Recupero e Mps

Impianto autorizzato in ordinaria per le operazioni R13 ed R12; i rifiuti prodotti da operazione R12 (cernita, selezione, accorpamento, triturazione, ecc.) possono essere inviati ad altro impianto autorizzato in ordinaria con destino R13?

risponde Paola Ficco
683. Trasporto, la certificazione di qualità è volontaria

Parole chiave:

Trasporto e ADR

Azienda autorizzata Albo cat 1-2-3-4-5-8; con il decreto dirigenziale MinInfrastrutture 27 marzo 2008, firmato dal Direttore generale per il trasporto stradale, è diventato operativo il percorso nato con la legge 32/2005, che prevede un sistema di certificazione della qualità per le imprese di autotrasporto per settori merceologici specifici. La certificazione diventa obbligatoria?

risponde Paola Ficco
684. H14, il contrasto tra la norma nazionale e quella comunitaria potrà essere risolto solo dal Giudice

Parole chiave:

Classificazione e CER

Si chiede di conoscere il Vostro parere in merito alla prevalenza tra le due norme che attualmente coesistono nell’ordinamento giuridico nazionale e che, entrambe, disciplinano l’attribuzione della caratteristica di pericolo “ecotossico – H14”. Infatti, il Dl 2 del 25 gennaio 2012 ha, all’articolo 3, comma 6, sostituito il punto 5 dell’allegato D alla Parte IV, Dlgs 152/2006; tuttavia tale articolo non ha modificato quanto indicato nella nota 1 dell’allegato I, Parte IV, Dlgs 152/2006 come modificato dal Dlgs 205/2010 in recepimento della direttiva 2008/98/Ce. Si chiede, pertanto il Vostro parere in merito a codesta “reale” o “apparente” antinomia tra le due norme ovvero alla prevalenza di una delle due norme rispetto all’altra e quindi quale tra le medesime il produttore del rifiuto debba applicare per la corretta attribuzione della caratteristica di pericolo “ecotossico – H14”.

risponde Claudio Rispoli
Chimico - Consulente ADR
685. Rottami, la tempistica delle analisi

Parole chiave:

Analisi

Recuperatori di rottami ferrosi e non, con regolare autorizzazione provinciale allo stoccaggio e iscritti regolarmente all’Albo gestori ambientali.
Ogni volta che effettuiamo un trasporto con formulario siamo obbligati a far fare il campionamento dei rottami trasportati. Che durata hanno questi campionamenti?
Noi trasportiamo rottami non pericolosi e quindi Cer riguardanti ferro, ghisa, alluminio, rame, ottone, metalli misti eccetera. C’è differenza tra questi Cer 170405 – 170402 – 170403 – 170407 – 20140 eccetera) e il Cer 120199 scarti di lavorazione?

risponde Claudio Rispoli
Chimico - Consulente ADR
686. Abbandono, la bonifica del sito non si effettua con lo sgobero dei rifiuti

Parole chiave:

Abbandono

È possibile sottoporre ad analisi di rischio un sito dove vi è materiale di riporto misto a rifiuti, posizionato in sito molti anni prima dell’uscita della legislazione sui rifiuti, al fine di poter lasciare il materiale in sito?
Come si configura un deposito di terre e rocce da scavo in cumuli risalente a prima dell’emanazione del Dlgs 22/1997? Il deposito si colloca all’interno di un deposito di un’impresa edile-stradale.

risponde Paola Ficco
687. Rifiuti da C & D, non vanno confusi con le terre e rocce da scavo

Parole chiave:

Terre e rocce da scavo

Il produttore e trasportatore dei propri rifiuti nel campo edile, spesso, si inquadra come il soggetto che intraprende un’ attività di demolizione e costruzione presso terzi. È corretto? Anche ove venga presentato un piano scavi e quindi rimosso il terreno e viene conferito in un altro sito?

risponde Paola Ficco
688. Rifiuti da C & D, non possono essere riutilizzati “tal quali”

Parole chiave:

Recupero e Mps

Il materiale da demolizione può essere riutilizzato tal quale nell’ambito del cantiere di produzione qualora l’autorità competente in merito al permesso di costruire (Comune) ne preveda la possibilità già nella modulistica di presentazione istanza? Ritengo comunque necessario che tali materiali debbano essere paragonabili (senza trattamento) alle Mps analoghe di cui al Dm 5 febbraio 1998, con eventuale verifica tramite test di cessione, in base alle caratteristiche fisiche-merceologiche.

risponde Paola Ficco
689. Rifiuti da C & D, se contengono cemento non sono terre e rocce da scavo

Parole chiave:

Terre e rocce da scavo

Terre e rocce da scavo che contengono cemento o materiali leganti (derivanti dalla attività di scavo), possono essere classificate come rifiuti con il CER 170504/170503*?

risponde Paola Ficco
690. Terre e rocce, se provenienti da bonifica (anche se non contaminate) non vanno a riutilizzo

Parole chiave:

Terre e rocce da scavo

È possibile avviare al riutilizzo terre e rocce da scavo provenienti da bonifica per la parte non inquinata/contaminata previo nulla osta degli enti tramite comunicazione?

risponde Paola Ficco
691. Terre e rocce, il deposito “intermedio” non esiste

Parole chiave:

Terre e rocce da scavo

Il “deposito” delle terre e rocce da scavo in attesa di riutilizzo, di cui ai commi 2, 3, 4 dell’articolo 186 è da intendersi “deposito nel sito di origine” o è ammissibile il deposito in un sito intermedio tra sito di origine e sito di destino?

risponde Paola Ficco
692. Terre e rocce, se alla bonifica residua la parte relativa alla falda, non possono essere riutilizzate in base all’articolo 186 “Codice ambientale”

Parole chiave:

Terre e rocce da scavo

In un procedimento di bonifica autorizzato per fasi, intendendo una separazione della matrice suolo dalla matrice falda (che rimane in corso) una volta rilasciata la certificazione per il suolo, i terreni di scavo edili successivi rientrano nell’ambito dell’articolo 186 e quindi possono essere esclusi dal regime dei rifiuti benché il sito rimanga nell’ambito di bonifica per la falda?

risponde Paola Ficco
693. Terre e rocce, gli escavi sono disciplinati dai progetti approvati o dalle procedure semplificate

Parole chiave:

Terre e rocce da scavo

Una volta presentata la comunicazione terre e rocce da scavo completa di documentazione si possono iniziare i lavori?
Se i lavori di scavo siano da effettuare in tempi diversi nella stessa area, vale sempre la prima comunicazione presentata per le terre e rocce da scavo se non cambiano i dati indicati o c’è una scadenza?
Se le quantità comunicate variano pur mantenendo le destinazioni deve essere effettuata una integrazione della comunicazione?

risponde Paola Ficco
694. Terre e rocce, la modalità della prova delle quantità a destino è presente nel progetto

Parole chiave:

Terre e rocce da scavo

Per documentare le quantità effettive a destino quali documenti lo comprovano, ci sono obblighi di tenuta?

risponde Paola Ficco
702. Recupero, l’esito dell’R12 non recapita mai in un R13 alla quale non segue il vero recupero nello stesso impianto

Parole chiave:

Recupero e Mps

Impianto autorizzato in ordinaria alle operazioni di R13 ed R12 per alcuni Cer, e per altri alle operazioni R13, R12 ed R4.
Se ritiriamo Cer pericolosi da diversi produttori in R13, con diverse caratteristiche di pericolo indicate sui formulari (ogni produttore se ne assume la responsabilità), possiamo effettuare una operazione interna in R12 (quindi riconfezionare, selezionare, raggruppare, eccetera) e successivamente indirizzare i rifiuti che sono usciti fuori da questa operazione ad impianto autorizzato in ordinaria indicando come unico produttore il nostro impianto, con la causale R13 (ai fini dell’R4) ed indicando le caratteristiche di pericolo che meglio riteniamo opportune? O queste ultime devono necessariamente essere l’insieme delle caratteristiche di pericolo dei vari produttori iniziali?

risponde Paola Ficco