Rifiuti bollettino di informazione normativa - direttore: Paola Ficco

Rubriche


La Rubrica si propone di offrire un supporto operativo alla soluzione dei numerosi problemi interpretativi ed applicativi che sorgono nella produzione, nella gestione e nel controllo dei rifiuti.
La Rubrica non esercita attività di consulenza, diretta o indiretta, e non fornisce supporto a privati per motivi personali.
I Curatori risponderanno solo a quesiti ritenuti, a loro insindacabile giudizio, di valenza generale.
Ciò al fine di operare una collaborazione culturale e conoscitiva con il Pubblico direttamente coinvolto con le tematiche specifiche.
Il servizio fornito dalla Rubrica è gratuito ed è riservato agli abbonati alla Rivista (sia cartacea che on line); pertanto si prega di evidenziare nel quesito il nome del soggetto intestatario dell'abbonamento.
I quesiti (la cui formulazione deve essere chiara, grammaticamente corretta e non deve superare le 10 righe) ritenuti meritevoli di risposta possono essere inviati al seguente indirizzo quesiti@rivistarifiuti.it e troveranno risposta, ogni mese, su queste pagine.


618. End of waste, è necessario attendere i decreti ministeriali (o le norme comunitarie)

Parole chiave:

End of waste

In attesa dei decreti ministeriali che definiranno l’End of waste, in tema di Css è possibile da parte degli enti competenti autorizzare un (ben identificato) processo di trattamento che risponda alle caratteristiche della norma tecnica Uni 15359 al cui esito il rifiuto perde tale qualifica? È bastevole il riferimento alla norma Uni? Oppure su tale tema non resta che attendere i decreti?

risponde Paola Ficco
619. Formulario, vanno indicate tutte le operazioni che saranno realmente effettuate presso il destinatario

Rifiuto in partenza da un impianto di solo stoccaggio R13 e destinato ad un impianto in cui sarà sottoposto in successione a R13 funzionale, R12 selezione e cernita, R4 recupero.
L’operazione finale può essere l’R4, ma il gestore non è obbligato ad effettuarla necessariamente in quanto potrebbe interrompere il trattamento a valle dell’R12.
Nel formulario sembrerebbe necessario indicare un’operazione diversa da R13, perché altrimenti sarebbe la seconda consecutiva, oppure si possono indicare anche più sigle e per non sbagliare potrebbero essere inserite R13R12R4?

risponde Paola Ficco
620. Pfu, le autorizzazioni devono essere conformi all’ordinamento positivo

Parole chiave:

Autorizzazioni

Il primo impianto è un centro di messa in riserva –R13 autorizzato in ordinaria.
Il secondo è un impianto di frantumazione in ordinaria che prepara il Pfu (ovvero produce ciabattato) per avviarlo ad un terzo impianto di coincenerimento R1: è il caso tipico di impianti di frantumazione che alimentano i cementifici.
Le autorizzazioni dei “ciabattatori” assimilano quasi sempre le operazioni di frantumazione ad operazioni di messa in riserva R13 in quanto rilasciate prima del 2008 oppure non aggiornate alla nota 11 dell’allegato II, direttiva 2008/98/Ce.
Per tale motivo un primo centro di messa in riserva “pura” potrebbe consegnare Pfu interi ad un secondo impianto autorizzato ad operazioni di R13 che includono la frantumazione e la vagliatura.
Questo secondo impianto andrà successivamente a conferire i propri rifiuti (ciabattato) ad un cementificio autorizzato ad operazioni R13R1.
In entrambi i casi è facile immaginare che l’analisi documentale dei formulari di trasporto “nasconda” le operazioni di recupero a cui sono destinati i rifiuti (R1 o R3). Apparentemente, le operazioni di R13 non confluiscono in operazioni da R1 a R12.

risponde Paola Ficco
620. Recupero agevolato, si effettua solo per i rifiuti e le provenienze descritte negli allegati ai decreti

Parole chiave:

Recupero e Mps

Invio di un rifiuto da un impianto di recupero/smaltimento ad un impianto di recupero operante in procedura semplificata.
Attenendosi alla lettura rigorosa del Dm 5 febbraio 1998 nelle provenienze dei rifiuti dei vari paragrafi non c’è mai esplicitamente scritto che il rifiuto può provenire da impianti di gestione rifiuti; tuttavia in alcuni paragrafi sono previsti come codici in entrata i Cer 19.12.xx dunque ciò sembrerebbe possibile.
Ciò significa che l’attività di gestione rifiuti può essere assimilata a quella industriale o artigianale, e quindi è ammessa la provenienza da altro impianto indifferentemente operante in regime ordinario o semplificato?

risponde Paola Ficco
621. Sovvalli, sono rifiuti prodotti dal soggetto che fa la cernita

Parole chiave:

Produttore

Per gli impianti di cernita, selezione e adeguamento volumetrico di rifiuti speciali non pericolosi, è possibile trattare i rifiuti in maniera aggregata (scaricarli per il trattamento tutti insieme in una stessa area, con l’unica suddivisione in base alla percentuale di recupero che presentano)? Se sì, per ogni partita, occorre conoscere esattamente con quale formulario è stata avviata agli impianti di destinazione finale (discarica e/o centro di recupero)?
Dopo lo scarico, in un’area possono essere presenti contemporaneamente più scarichi derivanti da più produttori iniziali e più Cer in una sola volta. I sovvalli sono il risultato della cernita di rifiuti misti che poi saranno stoccati in apposite aree a seconda della collocazione che si intenderà dargli (discarica o recupero). Ma a quel punto è impossibile sapere esattamente in quale collo, e quindi con quale formulario, è finito il carico o parte di esso, con riferimento ad ogni produttore iniziale. A meno di non trattare ogni carico separatamente dagli altri.

risponde Paola Ficco
622. Voltura, il trasferimento dell’azienda non trascina con sé l’autorizzazione

Parole chiave:

Autorizzazioni

Una Sas è proprietaria di un impianto autorizzato dalla Provincia.
Nel caso in cui una società terza dovesse acquistare tale Sas si può chiedere di volturare l’autorizzazione senza doverne chiedere un’altra?
In caso, invece, si facesse una società mista è fattibile ancora volturare l’autorizzazione senza richiederne una nuova?

risponde Paola Ficco
623. Ammendante compostato verde, non è una biomassa ammessa liberamente per la produzione di energia

Parole chiave:

Biomasse

Dalle operazioni di lavorazione presso un impianto di recupero (R3) dei rifiuti biodegradabili di cui al punto 16.1 lettere c), h) ed l), allegato 1, Dm 5 febbraio 1998 – regolarmente autorizzato dalla Provincia ai sensi dell’articolo 216, Dlgs 152/2006 – è prodotto in uscita, esclusivamente, ammendante compostato verde conforme alla normativa sui fertilizzanti (voce n. 4 dell’Allegato 2 “Ammendanti”, previsto dall’articolo 1, comma 1, lettera b), Dlgs 29 aprile 2010, n. 75).
Tale prodotto in uscita, a parte gli usi previsti dal citato Dlgs 75/2010, può essere alternativamente destinato alla vendita come biomassa presso apposite centrali, funzionanti con tale combustibile?

risponde Massimo Centemero
Coordinatore del Comitato tecnico del CIC - Consorzio Italiano Compostatori
624. Gestione interna all’impianto, indispensabile la condivisione con l’Autorità competente

Tra breve il nostro deposito sarà dotato di Aia. Per lo smaltimento, si possono prendere rifiuti in carico in D15 e in seguito, per ottimizzare i contenitori per il trasporto, scaricarli in D13 per poterli raggruppare o in D14 per poterli ricondizionare, con una operazione interna (solo documentale, perché i rifiuti fisicamente non si muovono) sempre nel nostro impianto? Se sì, nel registro di carico e scarico, si fa uno scarico in D13 e carico in D13 contestuale nello stesso registro? O meglio utilizzare due registri? Oppure occorre sapere prima che i rifiuti entrino in impianto se dovranno essere presi in carico in D13? Qual è la differenza sostanziale tra l’operazione D13 di raggruppamento e l’operazione D14 di ricondizionamento? È possibile raggruppare Cer identici con classi di pericolo diverse o comprese nello stesso big bag?
Per l’R12 la normativa parla di “Scambio di rifiuti per sottoporli a una delle operazioni indicate da R1 a R11” e la nota chiarisce quali operazione comprenda. La cernita comporta la produzione di nuove tipologie di rifiuto, come gestire il registro di carico e scarico?

risponde Claudio Rispoli
Chimico - Consulente ADR