Rifiuti bollettino di informazione normativa - direttore: Paola Ficco

Rubriche


La Rubrica si propone di offrire un supporto operativo alla soluzione dei numerosi problemi interpretativi ed applicativi che sorgono nella produzione, nella gestione e nel controllo dei rifiuti.
La Rubrica non esercita attività di consulenza, diretta o indiretta, e non fornisce supporto a privati per motivi personali.
I Curatori risponderanno solo a quesiti ritenuti, a loro insindacabile giudizio, di valenza generale.
Ciò al fine di operare una collaborazione culturale e conoscitiva con il Pubblico direttamente coinvolto con le tematiche specifiche.
Il servizio fornito dalla Rubrica è gratuito ed è riservato agli abbonati alla Rivista (sia cartacea che on line) e agli abbonati di "Osservatorio di normativa ambientale" di ReteAmbiente; pertanto si prega di evidenziare nel quesito il nome del soggetto intestatario dell'abbonamento.
I quesiti (la cui formulazione deve essere chiara, grammaticamente corretta e non deve superare le 10 righe) ritenuti meritevoli di risposta possono essere inviati al seguente indirizzo quesiti@reteambiente.it e troveranno risposta, ogni mese, su queste pagine.


587. Albo, chi deve iscriversi

Parole chiave:

Albo gestori

Società titolare di proprio impianto di smaltimento. Dobbiamo iscriverci all’Albo nazionale gestori ambientali o è sufficiente avere propria autorizzazione provinciale e/o regionale? Il termine gestore è inteso come colui che “gestisce” attività o impianti di altri? Un’azienda che svolge attività di trasporto invece deve obbligatoriamente iscriversi? Un trasportatore non deve iscriversi alla categoria 8, ma allora chi è l’intermediario?

risponde Paola Ficco
588. Albo, quando il trasporto è in “conto proprio”

Parole chiave:

Albo gestori

Azienda che svolge servizi di raccolta e trasporto rifiuti per conto di terzi, privati e pubblici; pertanto, i nostri automezzi viaggiano tutti con l’iscrizione al conto terzi. Con gli stessi automezzi (iscritti al conto terzi) possiamo trasportare rifiuti per conto proprio (es. rifiuti di risulta della lavorazione) presso il nostro impianto di messa in riserva?
Quando un rifiuto si ritiene da trasportare in conto proprio e quando in conto terzi?

risponde Paola Ficco
589. Albo, conto proprio e categorie

Parole chiave:

Albo gestori

Il Dlgs 205/2010 ha abrogato la categoria 2 dell’Albo gestori ambientali. I possessori di licenza di trasporto in conto proprio senza stoccaggio ora si possono iscrivere alla categoria 4 e scaricare in centri con autorizzazione ordinaria?

risponde Paola Ficco
590. Albo, è intermediario chi “dispone” il recupero o lo smaltimento

Parole chiave:

Intermediario

Società di capitale misto che gestisce il ciclo integrato dei rifiuti di un Comune.
Il servizio di raccolta e spazzamento viene effettuato dal partner privato mentre sono in capo alla scrivente tutti i contratti di smaltimento con gli impianti di destino.
Si richiede il Vostro parere circa la nostra posizione ai fini dell’iscrizione all’Albo gestori ambientali categoria 8.

risponde Paola Ficco
591. Ambulanti, se detengono i rifiuti non possono iscriversi nella categoria 8 dell’Albo

Parole chiave:

Albo gestori

La nostra Ccia rilasciava agli ambulanti l’autorizzazione al commercio di rottami ferrosi e non, adducendo che non era operativa la categoria 8 relativa al commercio senza detenzione all’Albo gestori ambientali. Ora tale categoria è operante e l’autorizzazione non viene più rilasciata.
Gli ambulanti senza detenzione si devono iscrivere all’Albo gestori? In quale categoria?

risponde Paola Ficco
592. Autorizzazioni, agevolata e semplificata non convivono a scelta del destinatario

Parole chiave:

Autorizzazioni

Azienda autorizzata con procedura ordinaria allo stoccaggio e trattamento di alcune tipologie di rifiuti speciali. Avendo la disponibilità di ulteriore area contigua, si vorrebbe ampliare la struttura per poter svolgere un’attività di recupero di rifiuti ai sensi dell’articolo 216, Dlgs 152/2006. La nuova struttura sarebbe separata da un muro divisorio, con un passaggio al centro del muro divisorio per il transito dall’area autorizzata in ordinaria a quella autorizzata in semplificata. In pratica, tutti i rifiuti entrerebbero prima nell’area già autorizzata in ordinaria e quelli da gestire in semplificata proseguirebbero nel secondo capannone. Si chiede se alla luce della normativa vigente sia corretta una siffatta gestione dei rifiuti; se, in caso affermativo, debbano essere istituiti due distinti registri di carico e scarico; se nell’area da autorizzare, fermo restando il rispetto di tutte le norme previste in materia di sicurezza, possano essere stoccate materie prime secondarie (carta) provenienti dall’attività di recupero svolta in procedura ordinaria.

risponde Paola Ficco
594. Intermediario senza detenzione, è tale l’impresa edile che conferisce a terzi l’incarico di rimuovere e smaltire l’eternit

Parole chiave:

Intermediario

Azienda di trasporto rifiuti iscritta nelle categorie 1, 4, 5, 8, 10.
Capita, talvolta, di essere contattati da muratori che durante la ristrutturazione di una casa si trovano dei pannelli di eternit che non possono rimuovere. Conferiscono l’incarico all’azienda che subappalta la rimozione, si occupa direttamente del trasporto e smaltimento finale in discarica e fattura il tutto. L’impresa edile talvolta chiede di fatturare a loro anziché direttamente al proprietario del fabbricato. In questo caso non diventerebbe un intermediario con obbligo di iscrizione alla categoria 8 dell’Albo?

risponde Paola Ficco
595. Olio vegetale esausto, deve essere conferito al Conoe

Parole chiave:

Oli usati

Azienda autorizzata al trattamento di rifiuti (in particolare al trattamento di olio vegetale esausto, R9).
Ultimamente, molti operatori, autorizzati in R13 per l’olio vegetale esausto, chiedono di conferire presso il nostro impianto, ma temono che ciò non possa essere fatto poiché il Conoe li obbliga a conferire presso loro associati, assumendo, di fatto il ruolo di intermediario, e nient’altro.
Esiste un obbligo di legge che vincola un’azienda a conferire a chi viene indicato dal Conoe. Ma i consorzi obbligatori esistono ancora?

risponde Paola Ficco
596. Privativa comunale, le bizze del “Codice ambientale”

Spa pubblica affidataria dei servizi di igiene urbana sul territorio comunale di un Comune socio. Tale Comune adotta la Tarsu con copertura integrale del costo del servizio.
Un operatore privato ha iniziato a prelevare dal territorio e presso le attività commerciali (già servite a domicilio dal Gestore) ingenti quantitativi di imballaggi in cartone e a fare un’attività di marketing presso tutte le attività commerciali del Comune per sottoscrivere appositi contratti per il ritiro e lo smaltimento (in esclusiva) di cartoni e plastica.
L’operatore è iscritto all’Albo gestori, ma sta rischiando di generare all’Ente, oltre alla riduzione dei ricavi dai Consorzi di filiera, anche il rischio di possibili richieste da parte delle attività commerciali firmatarie dei contratti per il ritiro e lo smaltimento con l’operatore privato, per lo storno della Tarsu pagata al Comune. Si chiede di sapere se l’operato del soggetto privato è legittimo. Cosa può fare il Comune per difendersi dal rischio di una riduzione dei ricavi e dal potenziale rischio di una miriade di ricorsi o richieste di storno della Tarsu? Cosa può fare il Gestore?

risponde Paola Ficco
597. Recupero agevolato, il passaggio al secondo R13 riceve sempre rifiuti e non Mps

Parole chiave:

Recupero e Mps

Impianto autorizzato per R13 ed R4 delle tipologie di rifiuti compresi nelle categorie 3.1 (rifiuti di ferro, acciaio e ghisa) e 3.2 (metalli non ferrosi e loro leghe) del Dm 5 febbraio 1998. Parte delle Mps sono inviate (solo con documento di trasporto) ad un ulteriore impianto di recupero di rifiuti autorizzato in procedura semplificata e non direttamente ad impianti metallurgici (fonderie). Quest’ultimo impianto in parte invia le Mps direttamente in impianti metallurgici ed in parte nuovamente ad altri commercianti. Pertanto, benché risulti ottemperato il Dm 5 febbraio 1998, gli impianti non conferiscono le Mps direttamente in fonderia né sembrano, ad oggi, in grado di provare oggettivamente l’arrivo, anche successivo, di detti materiali in fonderia.
In caso ciò non sia possibile, quale sanzione deve essere applicata?

risponde Paola Ficco
598. Riduzione volumetrica, l’impianto mobile non deve rispettare i termini della campagna se non è richiesta l’autorizzazione

Parole chiave:

Impianti mobili

Impianto mobile di frantumazione e riduzione volumetrica rifiuti inerti autorizzato nel 2009 ai sensi dell’articolo 208, comma 15, Dlgs 152/2006 al recupero rifiuti inerti. Alla luce delle recenti modifiche di cui al Dlgs 205/2010, si chiede di sapere se l’impianto, non essendo soggetto ad autorizzazione, all’atto dell’inizio delle singole campagne di attività deve comunque rispettare le disposizioni previste dall’articolo 208, comma 15, oppure se deve effettuare una semplice comunicazione di inizio campagna di attività alla Provincia e al Comune nel quale viene eseguita l’attività di frantumazione primaria e riduzione volumetrica, senza tener conto dei termini previsti dall’articolo 208, comma 15.

risponde Paola Ficco
599. Riduzione volumetrica, i rifiuti da C&D possono essere sottoprodotti (se provato dall’impresa)

Parole chiave:

Terre e rocce da scavo

Macerie prodotte nel corso di lavori di demolizione riutilizzate in sito per riempimenti previa frantumazione e deferrizzazione in loco mediante impianto mobile (frantoio). Si chiede di sapere se in tale circostanza è necessario procedere alla comunicazione di campagna ai sensi dell’articolo 208, comma 15 oppure, visto il riutilizzo in sito delle macerie, non si configuri la definizione di rifiuto (in quanto il produttore non se ne disfa ma vuole appunto riutilizzarle) e quindi non bisogna ottenere alcuna autorizzazione.

risponde Paola Ficco
600. Shoppers, al MaterBi può essere attribuito il Cer della plastica

Parole chiave:

Classificazione e CER

Un’azienda che recupera materiale con Cer 120105, autorizzata al recupero agevolato per le tipologie di cui ai punti 6.1 e 6.2, allegato 1, suballegato 1, Dm 5 febbraio 1998, può recuperare, con la stessa autorizzazione, i nuovi sacchetti della spesa (shoppers) composti da MaterBi? Altrimenti, quale codice può essere attribuito a questo materiale?

risponde Paola Ficco
601. Sistri, la manutenzione e i cantieri inferiori a sei mesi sono disciplinati

Iscrizione al Sistri come produttore, trasportatore e gestore. Si effettuano varie attività tra le quali la manutenzione delle reti acqua, gas e teleriscaldamento. I cantieri hanno una durata inferiore ai sei mesi e si producono terre e rocce da scavo e rifiuti misti dell’attività di costruzione e demolizione. Si chiede: questa attività è soggetta a Sistri? I cantieri possono essere molteplici su tutto il territorio nazionale e nei luoghi più diversi, dal centro città alla campagna, alla montagna e dislocati a diversi chilometri (anche 50100 km) dalla sede legale o dall’unità locale iscritta al Sistri e sicuramente non dispongono di tecnologie adeguate per l’accesso. Le attività poi possono essere programmate ma molto spesso si tratta di attività di pronto intervento. Risulta difficile l’applicazione della modalità di gestione di tali rifiuti tramite l’applicazione del punto 5.4.1 del manuale operativo Sistri, in quanto l’operatore in cantiere non può materialmente rientrare presso la sede legale o unità locale a ritirare le copie della Scheda SistriArea movimentazione. Si ritiene di essere fuori dalla gestione Sistri e che i rifiuti potrebbero continuare a uscire dai cantieri e a viaggiare tramite formulario.

risponde Paola Ficco
602. Sottoprodotti, i rottami possono essere tali solo se provengono da un impianto produttivo e purché si fornisca apposita prova

Parole chiave:

Sottoprodotti

Alcune ditte (in particolare metalmeccaniche) producono scarti ferrosi con caratteristiche merceologiche e chimiche conformi alla normativa tecnica di settore prevista per tali materie prime secondarie (Ceca, Uni eccetera). Tali ditte conferiscono quindi gli scarti ferrosi ai commercianti accompagnati da una bolla di trasporto (anziché dal formulario di identificazione rifiuto) citando nella bolla l’articolo 184-bis, Dlgs 152/2006 relativo alla definizione di “sottoprodotto”. Si chiede se dopo l’entrata in vigore del regolamento (Ue) 333/2011 queste ditte potranno continuare a conferire ai commercianti i propri scarti come sottoprodotto, o in alternativa, dovranno ottenere la certificazione prevista del regolamento stesso.

risponde Paola Ficco
603. Trasbordo, cassoni e dispositivi scarrabili sono stoccaggi fino a quando non entrerà in vigore il nuovo articolo 193, comma 11 del “Codice ambientale”

Parole chiave:

Trasporto e ADR

Azienda affidataria del servizio pubblico effettua l’attività di raccolta di rifiuti urbani con veicoli satellite (motocarri). Intende effettuare una operazione di trasbordo con scarico all’interno di cassoni scarrabili siti all’interno di un’area recintata e pavimentata ed a uso esclusivo. I cassoni scarrabili vengono poi trasportati giornalmente (entro le 24 ore dallo scarico) in impianti di recupero/smaltimento a seconda del rifiuto conferito, comunque situati all’interno del territorio comunale. Ai sensi della nuova formulazione dell’articolo 193, comma 11, si chiede se per esercitare tale attività si debba essere in possesso della autorizzazione prevista per lo stoccaggio di rifiuti oppure si configuri come fase del trasporto.

risponde Paola Ficco
604. Aia, per i rifiuti sanzioni in ossequio al principio di specialità

Parole chiave:

Autorizzazioni

Come vanno applicate le sanzioni per un reato ricondotto ad un impianto di gestione dei rifiuti autorizzato in Aia?
Secondo quanto prevede l’articolo 29quattuordecies (commi 1, 2, 3), Dlgs 152/2006, oppure si agisce secondo l’articolo 256 (commi 1, 3, 4) della Parte IV, Dlgs 152/2006?
Questo anche in considerazione del fatto che l’articolo 29quater al comma 11 dispone che “l’Aia sostituisce ad ogni effetto le autorizzazioni riportate all’elenco dell’Allegato IX (e quindi anche il comparto settoriale dei rifiuti), secondo le modalità e gli effetti previsti dalle relative norme settoriali”.

risponde Leonardo Filippucci
Avvocato in Macerata