Rifiuti bollettino di informazione normativa - direttore: Paola Ficco
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Rifiuti 2015 - Quesiti e risposte

Raccolta sistematica e ragionata dei Quesiti risolti dalla Rivista Rifiuti – Bollettino di informazione normativa

a cura di Paola Ficco
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uscita: novembre 2015
numero pagine: 408
ISBN: 9788866271840
formato: 15 x 21 cm
28,00 euro

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Quesiti sui rifiuti

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Quesito del mese


Nella nota MinAmb 14430 del 10 settembre 2018, con riferimento alla sentenza del Consiglio di Stato n. 1229 del 28 febbraio 2018, si afferma che “la questione del rilascio di autorizzazioni End of Waste <…> caso per caso da parte delle autorità locali è stata debitamente affrontata nella nuova direttiva (UE) 2018/851 <…> che modifica la direttiva quadro rifiuti 200/98/CE. Nel nuovo articolo 6 paragrafo 4, infatti, è espressamente stabilita la possibilità, per le autorità competenti, di rilasciare autorizzazioni End of Waste caso per caso.”
La lettura del paragrafo della direttiva, citato e riportato nella stessa nota, ci sembra invece demandare sempre ed ancora allo Stato, che direttamente (“gli Stati membri possono decidere caso per caso”) o indirettamente (“… o adottare misure appropriate al fine di verificare che determinati rifiuti abbiano cessato di essere tali”), mantiene la competenza in merito alla possibilità di definire l’avvenuta cessazione della qualifica di rifiuto. Non si trova infatti traccia della “espressamente stabilita” possibilità “per le autorità competenti, di rilasciare autorizzazioni End of Waste caso per caso”.
Al netto di miei limiti di comprensione, quindi, la nota ministeriale vorrebbe attribuire alla nuova Direttiva 8018/851 degli elementi di novità che, almeno nei termini di competenza su cui si focalizza la citata Sentenza 1229 del Consiglio di stato, non sembrano realmente sussistere.

Risponde Paola Ficco

Il tenore dell’articolo 4, paragrafo 4, della Direttiva 2018/851/Ue è il seguente: “Laddove non siano stati stabiliti criteri a livello di Unione o a livello nazionale ai sensi, rispettivamente, del paragrafo 2 o del paragrafo 3, gli Stati membri possono decidere caso per caso o adottare misure appropriate al fine di verificare che determinati rifiuti abbiano cessato di essere tali in base alle condizioni di cui al paragrafo 1, rispecchiando, ove necessario, i requisiti di cui al paragrafo 2, lettere da a) a e), e tenendo conto dei valori limite per le sostanze inquinanti e di tutti i possibili effetti negativi sull’ambiente e sulla salute umana. Tali decisioni adottate caso per caso non devono essere notificate alla Commissione in conformità della direttiva (UE) 2015/1535”.
Tale impostazione era già stata espressa dalla “Guidance on the interpretation of key provisions of Directive 2008/98/EC on waste”, pubblicata dalla Commissione Ue nel giugno 2012 e sulla quale, anche in esito alla interlocuzione istituzionale intercorsa tra la Direzione generale rifiuti del Ministero dell’Ambiente e la Commissione Ue, si è fondata la Nota ministeriale I luglio 2016 (che il Consiglio di Stato, nella sua sentenza n. 1229 del 28 febbraio 2018, ha liquidato in un nulla con una nota di malcelato fastidio, come se fosse il frutto di convincimenti personali di qualcuno).
Infatti, con nota JdC/MF enc.a.2(2015) Ref. Ares(2015)5705403 firmata elettronicamente il 09/12/2015 da Julio Garcia Burgues, Capo Unità ENV.A.2. Waste management and Recycling della Direzione generale Ambiente della Commissione europea, alla domanda del nostro Ministero che chiedeva se il termine “case by case” significasse che i criteri End of Waste possono essere individuati dalle “local competent authority” all’interno delle autorizzazioni, rispondeva “Yes” secondo la interpretazione della Commissione Ue dell’articolo 6 della direttiva e il relativo capitolo (pagine da 22 a 27) della richiamata Guidance on the interpretation of key provisions of Directive 2008/98/EC on waste”.
In ogni caso, ora la procedura è codificata. Sul punto specifico della domanda di cui è quesito circa il riferimento effettuato solo alla competenza dello Stato, si ricorda che lo Stato non è solo l’insieme degli organi centrali di governo della Repubblica (es. Ministeri), ma anche il complesso degli enti territoriali che, secondo la costituzione, sono chiamati all’esercizio di funzioni legislative ed esecutive.
Per completezza, si ricorda che nel Ddl di iniziativa governativa n. 1201 presentato alla Camera dei Deputati recante “Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l’attuazione di altri atti dell’Unione Europea – Legge di delegazione europea 2018”, all’articolo 15, recante i principi e i criteri direttivi per l’attuazione della direttiva (Ue) 2018/851 sui rifiuti si legge che il Governo dovrà seguire alcuni principi e criteri specifici. Tra questi, “definire criteri generali al fine di armonizzare nel territorio nazionale la cessazione della qualifica di rifiuto, caso per caso, ai sensi del paragrafo 4 dell’articolo 6 della direttiva 2008/98/Ce…”.

Tratto da: Rifiuti n. 266-267 novembre-dicembre 2018

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