Rifiuti bollettino di informazione normativa - direttore: Paola Ficco
La qualificata e affidabile informazione normativa sulla gestione dei rifiuti

Rifiuti 2015 - Quesiti e risposte

Raccolta sistematica e ragionata dei Quesiti risolti dalla Rivista Rifiuti – Bollettino di informazione normativa

a cura di Paola Ficco
Vai alla scheda del libro
uscita: novembre 2015
numero pagine: 408
ISBN: 9788866271840
formato: 15 x 21 cm
28,00 euro

Quesiti più letti negli ultimi 30 giorni

1175Formulario: nella manutenzione vanno utilizzate le annotazioni
1159Albo: per conferire rifiuti assimilati all’isola ecologica occorre la categoria 2-bis
949Formulario, le possibili condotte in caso di smarrimento
918Formulario: se il produttore non riceve la quarta copia deve comunicarlo alla Provincia. Non sono ammesse condotte alternative
1170Cer: le cartucce sparate sono cosa diversa dalle “munizioni di scarto”
1172Ecopiazzole: i recuperi “intermedi” non ammettono passaggi analoghi (a parte rari casi di R13)
1162Recupero: il Dm 5 febbraio 1998 si applica solo a quello agevolato
1177Preparazione per il riutilizzo: può condurre all’End of Waste ma la definizione è vincolante
1161Privativa comunale: i confini per i rifiuti avviati a recupero
1166Rifiuti speciali: sono sempre tali quelli diversi dagli urbani

Cerca per argomento

Quesiti sui rifiuti

Cosa sono

Ogni numero della rivista contiene la rubrica "Quesiti" con tutti gli interrogativi in materia di rifiuti sottoposti al Direttore della rivista, l'avvocato Paola Ficco.

Chi può sottoporre quesiti

Solo gli abbonati a "Osservatorio di normativa ambientale", "Rifiuti" e "Rifiuti on-line" possono sottoporre i propri casi.
Il Direttore responsabile della Rivista seleziona e pubblica i quesiti di interesse più generale.

Le richieste vanno inoltrate a quesiti@rivistarifiuti.it.

Quesito del mese

Ecopiazzole: il conferimento di urbani (e assimilati) non può essere fatto dall’impresa “mascherata” da cittadino

Parola chiave: Centri di raccolta

Un’utenza domestica, in regola con i pagamenti della Tia, riceve in comodato un mezzo, per una durata limitata. Tale mezzo, con massa complessiva inferiore alle 6 tonnellate, risulta iscritto in conto proprio. L’utenza può conferire con il suddetto mezzo presso il Centro di raccolta comunale i propri rifiuti domestici e/o assimilati secondo Regolamento Comunale (approvato da Delibera) senza essere in possesso di un’iscrizione all’Albo nazionale Gestori ambientali? Tali disposizioni sono valide anche se l’utenza domestica noleggia un mezzo, sempre in conto proprio, da società specializzata (iscritta per tale attività presso la CCIAA, ad es. Hertz)?
Risponde Paola Ficco

Un’utenza domestica non può conferire rifiuti speciali assimilati agli urbani per il semplice motivo che, in quanto appunto domestica, non li produce.
Un’utenza domestica è riferita necessariamente ad un privato cittadino e l’Albo nazionale Gestori ambientali non iscrive i privati cittadini ma solo enti e imprese.
Quindi, l’utenza domestica (se è davvero tale) può conferire solo ed esclusivamente i rifiuti urbani che la stessa produce. Può giungere presso l’ecopiazzola con qualsiasi mezzo ma non sembra questo il caso descritto dal quesito.
Tra l’altro la presenza di un mezzo abilitato per il conto terzi (ricevuto in comodato o noleggiato) integra gli estremi di uno degli elementi rivelatori del fatto che sia posta in essere un’attività organizzata e impreditoriale e non occasionale di raccolta, trasporto e commercio di rifiuti (anche se urbani) prodotti da terzi.
Infatti, in questa prospettiva, Cass. Pen. sez. III, 25 maggio 2016, n. 21959 e 25 maggio 2016, n. 21961 hanno stabilito che, per evitare la condanna per gestione non autorizzata di rifiuti, l’appello alla “occasionalità” della condotta, non può essere accolto in presenza di indici da cui desumere una organizzazione dell’attività, anche se minima. La Corte ha annullato due sentenze di proscioglimento del Gip di Trani e rinviato gli atti al Tribunale ed ha escluso che si potesse parlare di “occasionalità” delle condotte alla luce dei quantitativi dei rifiuti in questione (700 kg in un caso e quasi 3 tonnellate nell’altro), della destinazione da parte dei soggetti di veicoli adeguati e funzionali a tali attività e del fine di profitto perseguito dagli stessi. Questo, anche se i conferimenti erano stati pochi, qualifica l’attività come professionale (a prescindere dalla forma con la quale l’attività viene svolta).
In altri termini, ha proseguito la Corte “se un soggetto (anche, come nel caso di specie, mero “detentore” di rifiuti) appresta una serie di condotte finalizzate alla gestione di rifiuti, mediante preliminare raccolta, raggruppamento, trasporto e vendita rifiuti, pur non esercitando in forma imprenditoriale, pone in essere “attività” di gestione rifiuti per la quale occorre preliminarmente ottenere i necessari titoli abilitativi”
La Corte ha anche bocciato l’affermazione del Gip di Trani secondo il quale il “conferimento” di rifiuti non rientrerebbe tra le condotte sanzionabili ai sensi dell’articolo 256 del Dlgs 152/2006. Questo perché, secondo la Cassazione, la condotta in questione “allude, con linguaggio ‘gergale’ “alla condotta di commercio di rifiuti (fattispecie: trasporto e commercio di residui ferrosi senza alcuna autorizzazione).

Tratto da: Rifiuti n. 247 febbraio 2017

Rifiuti bollettino di informazione normativa - Registrazione Tribunale di Milano n. 451 del 22 agosto 1994 - ISSN 2499-0949