Rifiuti bollettino di informazione normativa - direttore: Paola Ficco
La qualificata e affidabile informazione normativa sulla gestione dei rifiuti

Rifiuti 2015 - Quesiti e risposte

Raccolta sistematica e ragionata dei Quesiti risolti dalla Rivista Rifiuti – Bollettino di informazione normativa

a cura di Paola Ficco
Vai alla scheda del libro
uscita: novembre 2015
numero pagine: 408
ISBN: 9788866271840
formato: 15 x 21 cm
28,00 euro

Quesiti più letti negli ultimi 30 giorni

949Formulario, le possibili condotte in caso di smarrimento
1234Manutenzione: la proprietà dei rifiuti non c’entra con la responsabilità per la loro corretta gestione
1149Cer: la controversa classificazione dei carboni attivi esausti
918Formulario: se il produttore non riceve la quarta copia deve comunicarlo alla Provincia. Non sono ammesse condotte alternative
660Trasbordo, possibile, ma nel rispetto dei due paramentri previsti dalla norma
1226Trasporto: le 48 ore sono riferite solo alle soste
1240Centri di raccolta: l’autorizzazione per i rifiuti è unicamente quella dell’Albo gestori
1239Classificazione: il rinvio all’ADR è “dinamico”
1225Recupero agevolato (e non): i rifiuti non possono essere conferiti da privati non autorizzati e senza formulario. E sugli ambulanti i limiti sono molti
1229Analisi: per fare quelle sui rifiuti non c’è un Albo professionale specifico

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Quesiti sui rifiuti

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Ogni numero della rivista contiene la rubrica "Quesiti" con tutti gli interrogativi in materia di rifiuti sottoposti al Direttore della rivista, l'avvocato Paola Ficco.

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Quesito del mese

L’articolo 216-bis, comma 2, Dlgs 152/2006 dispone che in deroga a quanto previsto dall’articolo 187, gli oli usati aventi caratteristiche di pericolo (HP) differenti possono essere miscelati tra loro.
Questa interpretazione è ancora valida anche alla luce della sentenza C. Cost. 75/2017 in ordine al divieto di miscelazione dei rifiuti?
Risponde Paola Ficco

Con sentenza n. 75 del 2017 la Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 49, legge 28 dicembre 2015, n. 221 il quale aveva aggiunto all’articolo 187, Dlgs 152/2006 il comma 3-bis secondo il quale le miscelazioni non vietate in base a tale norma non erano sottoposte ad autorizzazione e, anche se effettuate da enti o imprese autorizzati ai sensi degli articoli 208, 209 e 211, non potevano “essere sottoposte a prescrizioni o limitazioni diverse od ulteriori rispetto a quelle previste per legge”.
A seguito del giudizio della Corte, pertanto l’obbligo di autorizzazione si estende a tutte le attività di miscelazione, e non è più limitato alla miscelazione di rifiuti non pericolosi con rifiuti pericolosi e di rifiuti pericolosi con caratteristiche di pericolo diverse.

L’articolo 216-bis, comma 2, Dlgs 152/2006, stabilisce che “In deroga a quanto previsto dall’articolo 187, comma 1, fatti salvi i requisiti di cui al medesimo articolo 187, comma 2, lettere a), b) e c), il deposito temporaneo e le fasi successive della gestione degli oli usati sono realizzati, anche miscelando gli stessi, in modo da tenere costantemente separati, per quanto tecnicamente possibile, gli oli usati da destinare, secondo l’ordine di priorità di cui all’articolo 179, comma 1, a processi di trattamento diversi fra loro. È fatto comunque divieto di miscelare gli oli usati con altri tipi di rifiuti o di sostanze”.
Tale disposizione non è stata oggetto di impugnativa da parte della Regione Lombardia mediante il ricorso che ha originato l’indicata sentenza 75/2017. Né risulta siano intervenute altre pronunce in esito ad altri ricorsi.
La legge 11 marzo 1953, n. 87, reca “Norme sulla costituzione e sul funzionamento della Corte costituzionale” la quale, all’articolo 27, stabilisce che “La Corte costituzionale, quando accoglie una istanza o un ricorso relativo a questioni di legittimità costituzionale di una legge o di un atto avente forza di legge, dichiara, nei limiti dell’impugnazione, quali sono le disposizioni legislative illegittime. Essa dichiara altresì, quali sono le altre disposizioni legislative, la cui illegittimità deriva come conseguenza dalla decisione adottata”.
Poiché la declaratoria di incostituzionalità consequenziale non è presente nella sentenza 75/2017, l’articolo 216-bis, comma 2, Dlgs 152/2006 relativo alla miscelazione degli oli minerali usati è salvo e continua ad dispiegare i suoi effetti.



Tratto da: Rifiuti n. 255 novembre-dicembre 2017

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