Rifiuti bollettino di informazione normativa - direttore: Paola Ficco

Editoriale

25 giugno 2013: sul Sistri, durante un question time al Senato, il Ministro Orlando dichiarava che “dobbiamo operare una robusta opera di semplificazione delle procedure circoscrivendo quanto più possibile la platea e fare in modo tale che un’eventuale inefficienza del sistema sia causa di una possibile risoluzione del contratto.”. Il Ministro aggiungeva che “se ci si trovasse di fronte al fatto che il sistema non funziona o funziona solo parzialmente dovremmo aver già ipotizzato delle alternative possibili per evitare di rimanere scoperti rispetto alla tracciabilità.”.
Insomma, gli ingredienti ci sono tutti per aspettare il 1° ottobre 2013 (data di avvio del Sistri per alcuni) con il fiato sospeso. Una specie di poema cavalleresco dove i cavalieri erranti (le imprese) si muovono in un territorio non esattamente definito (il Sistri), dove spazio e tempo sono fantastici e immaginifici (date di partenza sempre rinviate e mai credute fino in fondo).

Non voglio vedere nel Sistri un nuovo Orlando Furioso ma gli estremi per una trama fantastica ci sono tutti; né mancano le minuziose descrizioni delle guide operative e dei manuali utente che tengono luogo dello strabiliante talento descrittivo di Ariosto. Il formidabile intrico di percorsi e vicende che lega e slega i destini della bella Bradamante e dell’impavido Ruggiero trova il suo aspetto speculare in un Sistri che c’è e scompare, che ritorna ma non è poi così definitivo. Insomma per esistere, il Sistri deve avere un sostegno di pazienza appoggiandosi al suo contrario.
Vista l’imminente semplificazione delle procedure, dovremo reimparare le guide operative e i manuali utente e lo smisurato reticolo di azioni e di eccezioni che ne consegue, come un ricamo dove tutte le contraddizioni sembreranno risolte (?). Sulla scorta di quanto già accaduto, è facile prevedere sin da ora che saremo investiti da una marea di informazioni e di documenti, compulsivamente pubblicati sul portale del Sistri.
Il ragionare umano si è affermato attraverso un lunghissimo arco temporale dove le informazioni decisamente scarseggiavano; allora, la poca comprensione che finora si è avuta del Sistri è dovuta al fatto che si sta affermando un pensiero privo di struttura logica, viziato da una quantità esagerata di informazioni? In parte questo è sicuramente vero, ma è anche vero che la farragine argomentativa del Sistri, finora, non ha facilitato la vita a nessuno.
In una specie di confine tra realtà e finzione, in una sorta di terra di Avalon, il Sistri ancora oggi si conferma fatto di moltissime parole e pochissimi fatti, dove un personaggio lo imbastisce e l’altro lo disfa e così chi vuole capirci qualcosa si trova dinanzi a qualcosa che è l’esatto contrario di un’altra.
Dopo l’annunciata semplificazione, il Sistri potrà farcela solo se e solo quando diventerà un impegno collettivo e ciò accadrà solo se e solo quando gli si riconnetterà una valenza etica: ma per fare questo tutti dovranno essere fortemente convinti della necessità e della urgenza del proprio impegno. Anche la Pubblica amministrazione. E potrà farlo attraverso la realizzazione immediata della interoperabilità. Diversamente, come sempre, ci si ridurrà alle italiche astuzie per la sopravvivenza dei propri personalissimi microcosmi (anche quelli della P.a.). Se non funzionerà, nessuno dica (al solito) che è ora di finirla con le favole. La favola non è uno scherzo, anzi. È diretta ai bambini e per questo porta verità, moralità, umanità e racconta, con la semplicità del linguaggio figurativo e di quello emotivo, quello che la cronaca fa fatica a raccontare e quello che la politica ha smesso di dire. Il Sistri deve realizzare presto e bene la interoperabilità, solo così potrà funzionare e questo basterà per farlo accettare. Pollicino in tasca aveva solo i sassi, ma sono bastati per riportarlo a casa.