Rifiuti bollettino di informazione normativa - direttore: Paola Ficco

Editoriale

E adesso?
Sulla scia delle recenti vicende istituzionali che hanno interessato l’Italia, sono tutti lì a chiedersi cosa succederà del Sistri. Le risposte potrebbero essere molte; ma – oggi – nessuna ha un vero fondamento.
L’Italia ha un nuovo Ministro dell’ambiente (Corrado Clini), ma la Home page del sito www.sistri.it non appare interessata da questo. Infatti, mentre scriviamo, c’è ancora una bella foto dell’ex Ministro Prestigiacomo fra due esponenti dei Carabinieri e la presentazione da parte del Capo della Segreteria tecnica del Ministro (quale?) del fatto che il 23 e il 24 novembre 2011 si svolgeranno i test di funzionamento del Sistri (per i rifiuti urbani della Campania il test è previsto per il giorno 25 novembre). Si aggiunge un questionario sui test di funzionamento e la data dei corsi per le officine interessate ad essere autorizzate per l’installazione delle black box. Per il resto tutto “quasi” come prima: accanto alla nuova guida gestione azienda, sono stati inseriti 4 guide rapide (produttori, trasportatori, recuperatori/smaltitori e intermediari) e 4 casi d’uso (microraccolta, gestione arrivi, trasporto intermodale e transfrontaliero).
Insomma, a giudicare da www.sistri.it sembra proprio che il neo Ministro Clini non intenda rinunciare al Sistri e ai suoi ideatori, e che tutto, davvero, possa iniziare ad essere operativo dal 9 febbraio 2012.
Tuttavia, oggi è solo il 21 novembre 2011 ed è ancora presto per dirlo.
In ogni caso, visto che siamo a fine anno, è bene “fare il punto”: il famoso Dm sulla “criticità ambientale” (che traccerà la scriminante tra i produttori di rifiuti pericolosi che useranno il Sistri e quelli che non lo useranno, a mente della manovra economica di ferragosto) appare in corso di elaborazione. Dovrebbe essere emanato entro il prossimo 14 dicembre e tra i vari “si dice”, sembra che le linee direttrici di questo provvedimento possano essere: l’esclusione dei rifiuti non in base al Cer, ma in base alle attività e ad appositi limiti quantitativi; i produttori di questi rifiuti non dovranno fare nulla poiché non saranno dotati dei dispositivi, però dovranno iscriversi al Sistri. Quindi, i produttori di quei rifiuti pericolosi censiti nel futuro (e forse imminente) decreto, pagheranno ma non dovranno operare con il Sistri. Di conseguenza tutto dovrebbe essere curato dal trasportatore.
Mormorii, voci di corridoio, confidenze sussurrate, condizionali d’obbligo: non è il “modello Giuditta”, è il “modello Sistri” e il diavolo non è affatto piccolo (come piaceva a Benigni).
Intanto, il 31 dicembre 2011 si avvicina e lo fa (sempre per rimanere in un alveo tremebondo), insieme al “fantasma del Mud”. Infatti, con l’articolo 264-bis, Dlgs 152/2006 (in vigore dal 25 dicembre 2010) sono state abrogate le parti del Mud di cui al Dpcm 27 aprile 2010 riguardanti i produttori, i trasportatori, i recuperatori, gli smaltitori, gli intermediari e i commercianti senza detenzione, poiché ora tenuti ad iscriversi al Sistri (si veda Circolare MinAmbiente 2 marzo 2011, n. 6774).
Allora (a leggi vigenti) il 31 dicembre 2011 è la data entro la quale inviare il “mudino”, cioè la dichiarazione Sistri prevista dall’articolo 12, comma 1, Dm 17 dicembre 2009 (cui fa riferimento l’articolo 28, comma 1, Tu Sistri, Dm 52/2011) in ordine ai dati su produzione, recupero e smaltimento dei rifiuti per il periodo 2011 non coperto dal Sistri.
Tuttavia, con lo slittamento al 9 febbraio 2012 disposto dalla manovra economica di ferragosto questo periodo coincide con … l’intero anno 2011.
Non è un adempimento da sottovalutare. Infatti, il Dlgs 121/2011 (cioè il provvedimento che ha esteso ai reati ambientali il regime di responsabilità amministrativa delle persone del “231”) stabilisce che le sanzioni previste per il Mud fino al 25 dicembre 2010 (data di entrata in vigore del Dlgs 205/2010) “si applicano ai soggetti tenuti alla comunicazione Sistri (“mudino”) di cui all’articolo 28, comma 1, Dm 52/2011… secondo i termini e le modalità ivi indicati”. In pratica: se il “mudino” non sarà presentato o sarà presentato in modo incompleto o inesatto entro il 31 dicembre 2011 da parte di produttori (in precedenza tenuti alla presentazione del Mud), recuperatori e smaltitori, per questi scatterà una sanzione amministrativa pecuniaria da 2.600 a 15.000 euro.
Mi duole aver dovuto ripercorrere questo acrobatico “slalom” normativo, ma non era possibile altrimenti. E peraltro non sarà facile dichiarare i dati dal 1° gennaio al 31 dicembre 2011 entro il 31 dicembre 2011 (a meno di non fermare l’operatività almeno il giorno prima).
Forse il Ministro Clini dovrebbe occuparsi personalmente e subito di questo pasticcio.
Dispiace che un Ministro così fortemente preparato sui complessi temi ambientali debba spendere tempo e intelligenza e turbare la sua agenda (presa da ben altri temi) sulle questioni capziose, insidiose, cavillose, contorte e certamente non sobrie, poste da un altrettanto insidioso e non sobrio Sistri.