Rifiuti bollettino di informazione normativa - direttore: Paola Ficco

Il commento

Premessa
La normativa in materia di classificazione dei rifiuti risulta molto articolata e strettamente correlata alla legislazione europea in materia di classificazione, etichettatura e imballaggio delle sostanze e delle miscele pericolose, rappresentata dal regolamento 2008/1272/Ce (Clp) e dal regolamento 2008/440/Ce, che istituisce dei metodi di prova ai sensi del regolamento (Ce) n. 1907/2006 concernente la registrazione, la valutazione, l’autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche (Reach).

Il regolamento Clp si basa sul sistema mondiale armonizzato di classificazione ed etichettatura delle sostanze chimiche (GHS) delle Nazioni Unite e ha l’obiettivo di garantire che i lavoratori e i consumatori dell’Unione europea siano chiaramente informati dei pericoli connessi con le sostanze chimiche e che gli stessi pericoli siano descritti ed etichettati allo stesso modo in tutti i paesi dell’Ue. Esso è stato pubblicato sulla Guue il 31 dicembre 2008 ed è entrato in vigore il 20 gennaio 2009, modificando la direttiva sulle sostanze pericolose (67/548/Cee), la direttiva sui preparati pericolosi (1999/45/Ce) e il regolamento (Ce) n. 1907/2006 (Reach) e, a partire dal 1° giugno 2015, è l’unica norma in vigore nell’Ue per la classificazione ed etichettatura delle sostanze e delle miscele.

I riferimenti normativi europei relativi ai rifiuti sono, invece, rappresentati dalla direttiva 2008/98/Ce, il cui allegato III è stato interamente sostituito dal Regolamento 2014/1357/Ue, dalla decisione 2000/532/Ce, modificata da ultimo dalla decisione 955/2014/Ue e, infine, il Regolamento 2017/977/Ue di modifica dell’allegato III alla direttiva 2008/98 relativamente ai criteri per l’attribuzione della caratteristica di pericolo ecotossico HP14.

Quest’ultimo regolamento interviene a completare l’iter di aggiornamento della regolamentazione europea sulla classificazione dei rifiuti. Va anche ricordato che per la classificazione dei rifiuti contenenti inquinanti organici persistenti (POPs), è necessario fare riferimento anche al regolamento 2004/850/Ce, così come modificato dal regolamento 2014/1342/Ue, visto che l’allegato alla decisione 2000/532/Ce rinvia, nell’ambito della procedura di verifica della pericolosità dei rifiuti, ai limiti di concentrazione indicati nell’allegato IV al regolamento 2004/850/Ce.

Vista la complessità della materia e la necessità di fornire indicazioni su alcuni aspetti, la Commissione europea ha emanato un’apposita Comunicazione recante gli “Orientamenti tecnici sulla classificazione dei rifiuti” (2018/C 124/01), pubblicata il 9 aprile 2018 sulla Gu dell’Unione Europea.

La Comunicazione ha l’obiettivo di fornire chiarimenti e orientamenti alle autorità nazionali, ivi incluse le autorità locali, e alle imprese (ad esempio per le autorizzazioni), riguardo alla corretta interpretazione e applicazione della pertinente normativa Ue in materia di classificazione dei rifiuti, segnatamente in merito all’identificazione delle caratteristiche di pericolo, al fine di valutare se i rifiuti siano da classificarsi come pericolosi o non pericolosi.

In particolare, la Comunicazione, strutturata in tre capitoli e quattro allegati:
• delinea il contesto generale per la classificazione dei rifiuti, nonché istruzioni su come leggere gli orientamenti (Capitolo 1);
• illustra le parti pertinenti della normativa Ue in materia di rifiuti, sottolineandone la rilevanza per la definizione e la classificazione dei rifiuti (Capitolo 2);
• descrive l’approccio metodologico generale da adottare ai fini della classificazione dei rifiuti (Capitolo 3).

Le informazioni dettagliate sono contenute nei quattro allegati; in particolare molto importante è l’Allegato 1 che fornisce informazioni sull’elenco dei rifiuti e, tra l’altro, nella tabella 3 riporta “l’Elenco dei rifiuti commentato” specificando chiaramente quali sono voci ANH (non pericolose assolute), AH (pericolose assolute), MNH (voci specchio) e MH (specchio pericolose). Viene specificato che “l’interpretazione dei tipi di voce riportata nell’elenco è una delle interpretazioni possibili che tiene conto in maniera equilibrata delle opinioni formulate da diversi Stati membri. Esistono interpretazioni diverse a livello di Stati membri e anch’esse possono essere consultate “. Pur non essendo vincolante l’individuazione delle diverse voci e, in particolare, di quelle specchio rappresenta un riferimento importante che difficilmente non potrà essere preso in considerazione dai diversi Stati membri.

L’Allegato 2 della Comunicazione presenta le diverse fonti di informazione sulle sostanze pericolose e la loro classificazione; l’Allegato 3 descrive l’approccio specifico per la valutazione delle singole caratteristiche di pericolo da HP 1 a HP 15 e degli inquinanti organici persistenti (POPs) e, infine l’Allegato 4 riporta, tra l’altro, le norme e i metodi disponibili per quanto concerne il campionamento dei rifiuti e le analisi chimiche dei rifiuti.

La Comunicazione, nella parte introduttiva, specifica che gli orientamenti forniti nella comunicazione stessa non pregiudicano l’interpretazione che può essere data dalla Corte di giustizia dell’Unione europea”. Le opinioni espresse negli orientamenti tecnici, inoltre non possono pregiudicare la posizione che la Commissione potrebbe adottare dinanzi alla Corte di giustizia”.

La caratteristica di pericolo HP14 e il regolamento 2017/997/Ue
La direttiva quadro 2008/98/Ce definisce nell’allegato III la caratteristica di pericolo “Ecotossico”; come evidenziato, l’allegato III è stato sostituito dal regolamento (Ue) n. 1357/2014 al fine di allineare le definizioni delle caratteristiche di pericolo al regolamento Clp.

La definizione della caratteristica di pericolo HP 14 “Ecotossico” non è stata, tuttavia, modificata dal citato regolamento 1357/2014, che non prevede quindi specifici criteri per questa caratteristica di pericolo rimandando, attraverso una nota, a quanto già stabilito dalla normativa europea sulla classificazione delle sostanze e miscele, in attesa di uno studio supplementare europeo finalizzato a garantire la completezza e la rappresentatività delle informazioni relative all’eventuale effetto di un allineamento della valutazione della caratteristica di pericolo HP 14 ai criteri del regolamento Clp.

In mancanza di una specifica regolamentazione dell’Unione, molti Stati membri hanno adottato procedure nazionali per l’attribuzione della caratteristica HP14. In Italia, con l’articolo 7, comma 9-ter del decreto legge 19 giugno 2015, n. 78, recante disposizioni urgenti in materia di enti territoriali così come convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2015, n. 125 sono stati fissati specifici criteri per l’attribuzione della caratteristica di pericolo “ecotossico” prevedendo l’applicazione della disciplina ADR, ovvero i criteri previsti per il trasporto delle merci pericolose.
A seguito del completamento del citato studio supplementare europeo, è stato elaborato ed emanato il Regolamento 2017/977/Ue che allinea, per quanto possibile, la valutazione nei rifiuti della caratteristica ecotossico ai criteri del regolamento Clp; il nuovo regolamento, pubblicato l’8 giugno 2017 si applica a partire dal 5 luglio 2018.

La voce relativa alla caratteristica HP14 “Ecotossico” dell’allegato III della direttiva 2008/98/Ce viene così modificata: “Rifiuto che presenta o può presentare rischi immediati o differiti per uno o più comparti ambientali”

Metodo delle sommatorie
Il Regolamento indica le condizioni che devono essere soddisfatte affinché un rifiuto sia classificato come pericoloso per la caratteristica di pericolo HP14. Il metodo indicato è quello “convenzionale” delle sommatorie delle concentrazioni delle sostanze classificate ecotossiche ai sensi del regolamento 2008/1272/Ce.

In particolare, sono classificati come rifiuti pericolosi di tipo HP14:

I rifiuti che contengono una sostanza classificata come sostanza che riduce lo strato di ozono con il codice di indicazione di pericolo H420 conformemente al regolamento 2008/1272/Ce, se la concentrazione di tale sostanza è pari o superiore al limite di concentrazione dello 0,1% (valore di cut-off) 1
[c(H420) ≥ 0,1%]

I rifiuti che contengono una o più sostanze classificate come sostanze con tossicità acuta per l’ambiente acquatico con il codice di indicazione di pericolo H400 conformemente al regolamento 2008/1272/Ce, se la somma delle concentrazioni di tali sostanze è pari o superiore al limite di concentrazione del 25%. A tali sostanze si applica un valore soglia dello 0,1%
[Σc (H400) ≥ 25%]

I rifiuti che contengono una o più sostanze classificate come sostanze con tossicità cronica per l’ambiente acquatico 1, 2 o 3 con il codice di indicazione di pericolo H410, H411 o H412 conformemente al regolamento 2008/1272/Ce, se la somma delle concentrazioni di tutte le sostanze della categoria 1 (H410) moltiplicata per 100, aggiunta alla somma delle concentrazioni di tutte le sostanze della categoria 2 (H411) moltiplicata per 10, aggiunta alla somma delle concentrazioni di tutte le sostanze della categoria 3 (H412), è pari o superiore al limite di concentrazione del 25%. Alle sostanze classificate con il codice H410 si applica un valore soglia dello 0,1% e alle sostanze classificate con il codice H411 o H412 si applica un valore soglia dell’1%
[100 × Σc (H410) + 10 × Σc (H411) + Σc (H412) ≥ 25%]

I rifiuti che contengono una o più sostanze classificate come sostanze con tossicità cronica per l’ambiente acquatico 1, 2, 3 o 4 con il codice di indicazione di pericolo H410, H411, H412 o H413 conformemente al regolamento 2008/1272/Ce, se la somma delle concentrazioni di tutte le sostanze classificate come sostanze con tossicità cronica per l’ambiente acquatico è pari o superiore al limite di concentrazione del 25%. Alle sostanze classificate con il codice H410 si applica un valore soglia dello 0,1% e alle sostanze classificate con il codice H411, H412 o H413 si applica un valore soglia dell’1%
[Σc H410 + Σc H411 + Σc H412 + Σc H413 ≥ 25%]
dove:
Σ = somma e c = concentrazioni delle sostanze

Per classificare correttamente un rifiuto di tipo HP14, risulta necessario verificare tutte e quattro le condizioni riportate nei punti da 1 a 4, perché nessuna condizione può essere considerata come un’opzione alternativa. Il superamento del limite di concentrazione in una qualsiasi delle formule fa classificare il rifiuto pericoloso per la caratteristica di pericolo “Ecotossico”.

Infatti, qualora un rifiuto contenga le sostanze classificate H410, H411 e H412 deve essere valutato applicando l’equazione riportata al punto 3, dette sostanze potrebbero essere presenti in concentrazioni tali da non far scattare la pericolosità, si applicherà, quindi, la quarta equazione per valutare l’eventuale presenza di sostanze con indicazione di pericolo H413.

Come evidenziato nella descrizione delle quattro condizioni, per le sostanze aventi tossicità per l’ambiente acquatico si applicano i seguenti valori di cut-off:

 

Classificazione della sostanza

Cut-off (% p/p)

Acuto 1 – H400

0,1

Cronico 1 – H410

Cronico 2 – H411

1

Cronico 3 – H412

Cronico 4 – H413

 

Per la classificazione dei rifiuti non si applicano, invece, i fattori moltiplicatori armonizzati del regolamento Clp e questo approccio vale anche per l’attribuzione della caratteristica di pericolo HP14; tuttavia il considerando 7 del regolamento 2017/997 /Ue recita: “L’allegato VI del regolamento (Ce) n. 1272/2008 contiene fattori moltiplicatori armonizzati assegnati a un numero limitato di sostanze classificate come «pericolose per l’ambiente acquatico, tossicità acuta categoria 1» o «pericolose per l’ambiente acquatico, tossicità cronica categoria 1», che sono utilizzati per ottenere la classificazione di una miscela in cui tali sostanze sono presenti. Alla luce dei progressi compiuti nello stabilire tali fattori moltiplicatori, la Commissione può, conformemente all’articolo 38, paragrafo 2, della direttiva 2008/98/Ce, rivedere il metodo di calcolo per la valutazione delle sostanze per quanto riguarda la caratteristica di pericolo HP 14 «Ecotossico» in vista dell’eventuale inclusione di fattori moltiplicatori in detto metodo.”
Non viene, pertanto, esclusa la possibilità di una modifica del nuovo regolamento finalizzata ad includere i fattori moltiplicatori.

Alla pagina seguente si riporta lo schema decisionale contenuto nella Nota ISPRA “Approccio metodologico per la valutazione della caratteristica di pericolo HP14 – Ecotossico” pubblicata sul sito dell’Istituto ad agosto 2018.

Metodi di prova
La decisione 2000/532/Ce dispone al paragrafo 2 che una caratteristica di pericolo possa essere valutata utilizzando la concentrazione di sostanze nei rifiuti, come specificato nell’allegato III della direttiva 2008/98/Ce o, se non diversamente specificato nel regolamento (Ce) n. 1272/2008, eseguendo una prova conformemente al regolamento (Ce) n. 440/2008 o altri metodi di prova e linee guida riconosciuti a livello internazionale, tenendo conto dell’articolo 7 del regolamento Clp per quanto riguarda la sperimentazione animale e umana.
L’articolo 7 “Sperimentazione su animali e sull’uomo” disciplina, oltre al divieto di condurre prove su essere umani e su primati non umani, anche che la realizzazione di nuove prove su animali ai sensi della direttiva 86/609/ Ce E siano effettuate soltanto se non esistono alternative che offrano adeguata attendibilità e qualità dei dati.

Anche la Commissione negli “Orientamenti tecnici sulla classificazione dei rifiuti” dichiara che non sono da ritenersi appropriati i test condotti su vertebrati e tali test, qualora previsti dal regolamento Clp, dovrebbero essere limitati ai fini della classificazione dei rifiuti.

L’ottavo considerando del regolamento 2017/997/Ue specifica che “quando si effettua una prova per stabilire se un rifiuto presenta la caratteristica di pericolo HP 14 «Ecotossico», è opportuno applicare i metodi pertinenti di cui al regolamento (Ce) n. 440/2008 della Commissione o altri metodi di prova e linee guida riconosciuti a livello internazionale. La decisione 2000/532/Ce dispone che, laddove una caratteristica di pericolo di un rifiuto sia stata valutata sia mediante una prova che utilizzando le concentrazioni di sostanze pericolose come indicato nell’allegato III della direttiva 2008/98/Ce, devono prevalere i risultati della prova. Inoltre, si dovrebbe tener conto dell’articolo 12 del regolamento (Ce) n. 1272/2008, in particolare dell’articolo 12, lettera b), e delle metodologie per la sua applicazione. È opportuno che la Commissione promuova lo scambio di migliori prassi relative ai metodi di prova per la valutazione delle sostanze per quanto riguarda la caratteristica di pericolo HP 14 «Ecotossico» ai fini della loro eventuale armonizzazione”.

Il regolamento 2017/977/Ue ribadisce, quindi, quanto già contenuto nella decisione 2014/955/Ue ossia la prevalenza dei metodi di prova, laddove condotti secondo linee guida approvate a livello internazionale, sul metodo convenzionale delle sommatorie per l’attribuzione della caratteristica di pericolo HP14. Inoltre, richiama quanto contenuto nel regolamento Clp (articolo 12) che prevede che i fabbricanti, gli importatori e gli utilizzatori tengano conto nella valutazione delle proprietà di pericolo anche dei dati scientifici conclusivi relativi ala disponibilità biologica delle sostanze e miscele pericolose.

Va detto che a livello nazionale non sono stati sviluppati metodi di prova specifici per i rifiuti, e i test del Clp appaiono di complessa applicazione per la matrice rifiuto. Tuttavia i test stabiliti dal regolamento 2008/440/Ce rappresentano ad oggi il riferimento espressamente richiamato dalla decisione 2000/532/Ce e dal regolamento 2017/997/Ue e, pertanto, solo la loro applicazione è conforme al dettato normativo.

Nei citati “Orientamenti tecnici sulla classificazione dei rifiuti” (2018/C 124/01), la Commissione dice che: “Attualmente non può fornire raccomandazioni specifiche riguardo all’approccio da seguire per la caratterizzazione ecotossicologica dei rifiuti che utilizzano biotest. Al considerando 8 il regolamento (Ue) 2017/997 fa riferimento all’articolo 12, lettera b), del regolamento (Ce) n. 1272/2008 relativo alla biodisponibilità e alle metodologie per la sua applicazione che potrebbero essere potenzialmente utilizzate per i rifiuti, laddove appropriato. Fino a quando l’Ue non renderà disponibili ulteriori orientamenti, spetterà agli Stati membri decidere, caso per caso, in merito all’accettabilità e all’interpretazione dei risultati derivanti dalla caratterizzazione ecotossicologica dei rifiuti che utilizzano biotest, ivi incluso, se del caso, considerazioni sulla biodisponibilità e bioaccessibilità”.
Viene, quindi, rinviato agli Stati membri il compito di valutare l’accettabilità dei risultati sulla caratterizzazione dei rifiuti tramite biotest; questo approccio, in assenza di orientamenti europei richiede la messa a punto a livello nazionale di linee guida riconosciute a livello internazionale come espressamente richiamato nel regolamento 2017/977/Ue.

La nota metodologica di Ispra sulla caratteristica di pericolo HP14

L’Ispra, in accordo con il Mattm, effettuerà uno studio sperimentale finalizzato a sviluppare procedure di valutazione della caratteristica di pericolo HP14 mediante metodi di prova applicabili a specifici flussi di rifiuti, tenuto conto della complessità dell’utilizzo, per la matrice rifiuto, dei metodi di prova del regolamento Clp.

 


 

(1) Nell’applicazione delle sommatorie non vanno considerate le sostanze Aquatic Acute 1 – H400 e Aquatic Chronic 1 – H410 presenti in concentrazione inferiore allo 0,1% e le sostanze Aquatic Chronic 2, 3 e 4 presenti in concentrazione inferiore all’1%.

 

L’attività di ricerca, partendo dall’analisi delle norme tecniche, validate e riconosciute a livello europeo ed internazionale, e delle proposte sviluppate dagli Stati membri, individuerà, per i singoli flussi di rifiuti da sottoporre alle indagini ecotossicologiche, le modalità di campionamento, conservazione e preparazione del campione di laboratorio, la tipologia di saggi biologici da eseguire, lo schema procedurale, la valutazione dei risultati.

I risultati ottenuti porteranno ad una proposta di valore limite di tossicità.
La ricerca sarà condotta su campioni di rifiuti, identificati da voci specchio, appartenenti ad alcune tipologie che, a causa della loro natura eterogenea, rivelano le maggiori difficoltà operative in merito all’applicazione dei metodi di prova del regolamento Clp. Le tipologie scelte sono le più rappresentative in termini di quantitativi prodotti: il fluff di macinazione dei veicoli fuori uso, i rifiuti prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti, le ceneri pesanti e scorie degli inceneritori, le ceneri leggere, i fanghi prodotti da trattamenti delle acque reflue industriali.

In attesa di effettuare l’attività di ricerca descritta, l’Ispra, in accordo con il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, per facilitare, comunque, l’applicazione del nuovo regolamento 2017/977/Ue, ha predisposto e pubblicato sul suo sito istituzionale, una nota “Approccio metodologico per la valutazione della caratteristica di pericolo HP14 – Ecotossico” di supporto agli operatori e agli organismi di controllo che fornisce indicazioni in merito alla valutazione della caratteristica di pericolo HP14, da utilizzarsi, nell’ambito della procedura più generale di classificazione dei rifiuti, sulla base di quanto espressamente previsto dal regolamento 2017/997/Ue.

La nota metodologica richiama i riferimenti di carattere normativo e tecnico che intervengono nella procedura di valutazione dell’ecotossicità allo scopo di agevolare l’attuazione delle singole fasi di tale procedura, sia nel caso di applicazione del metodo convenzionale delle sommatorie sia nel caso di ricorso ai metodi di prova di cui alla parte C dell’allegato al regolamento 2008/440/Ce, espressamente richiamati dal regolamento 2017/997/Ue.

NOTE
(1)

L’allegato III alla direttiva 2008/98/CE prevede, per le caratteristiche di pericolo HP4, HP6 e HP8 l’applicazione di specifici valori soglia (cut-off values) da intendersi come i valori di concentrazione al di sotto dei quali le sostanze classificate nelle pertinenti classi, categorie e indicazioni di pericolo non devono essere prese in considerazione, né singolarmente né nell’applicazione del metodo convenzionale delle sommatorie, il regolamento 2017/977/UE introduce i valori soglia anche la caratteristica HP14.


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