Rifiuti bollettino di informazione normativa - direttore: Paola Ficco

Valutazioni e proposte

Il Consorzio Italiano Compostatori ha iniziato la sua attività 26 anni fa e, tramite le aziende afferenti ad esso, in un primo tempo (primi anni ’90) producendo compost con i soli rifiuti di parchi e giardini. Nel tempo le aziende hanno subito una rapida evoluzione ed oggi e mediante veri e propri poli tecnologici di trasformazione dei rifiuti organici, producono Fertilizzanti Organici (quindi materia) ma anche energia (tramite la digestione anaerobica) e da alcuni mesi biocarburanti avanzati tramite il biometano.
La novità del 2018 è la pubblicazione della Direttiva Quadro sui rifiuti che è in vigore dal 4 luglio 2018 mentre gli Stati membri dovranno recepirle entro il 5 luglio 2020.
La gerarchia della Direttiva Rifiuti rimane invariata ponendo come primo obiettivo la Riduzione della produzione dei rifiuti seguita dal Riciclo di materia, poi il Recupero energetico e, come carattere residuale, la possibilità di Smaltimento. La novità è che gli stati membri devono ricorrere a strumenti economici incentivanti l’applicazione della gerarchia stabilita dalla Direttiva. Si aprono dunque scenari anche per la filiera dell’organico.
Tra i nuovi obiettivi previsto il riciclaggio entro il 2025 per almeno il 55% dei rifiuti urbani alzando l’asticella al 60% entro il 2030 e al 65% entro il 2035, mentre si pone un freno allo smaltimento in discarica fissando il limite massimo di smaltimento in discarica del 10% entro il 2035. Il 65% degli imballaggi dovrà essere riciclato entro il 2025 e il 70% entro il 2030. I rifiuti tessili e i rifiuti pericolosi delle famiglie dovranno essere raccolti separatamente dal 2025, mentre entro il 31 dicembre 2023 i rifiuti biodegradabili dovranno anche essere raccolti separatamente ed avviati al compostaggio industriale o alla digestione anaerobica oppure riciclati a casa attraverso il compostaggio domestico.
Ma attenzione, non si parlerà più di percentuale di raccolta differenziata ma di obiettivi di preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio per cui rifiuto per rifiuto (dalla carta alla plastica, dal vetro all’organico) saranno definiti i criteri di preparazione per il riciclaggio. Per quanto riguarda le definizioni non cambia la definizione di rifiuto organico che comprende quindi, come ora, rifiuti biodegradabili di parchi e giardini (sfalci e potature per intenderci) oltre ai rifiuti alimentari prodotti da cucine e mense (l’umido domestico). C’è invece un’estensione della categoria perché nella definizione di rifiuto organico non ci saranno solo quelli provenienti da nuclei domestici ma anche quelli prodotti dall’industria alimentare.
Una delle novità sostanziali dunque è l’introduzione della obbligatorietà della raccolta del rifiuto organico, lasciando allo stato membro la facoltà di individuare misure per incoraggiare tale pratica. Si precisa che parallelamente, in Europa sta prendendo corpo il nuovo Regolamento sui prodotti Fertilizzanti che contempla il compost e il digestato tra i prodotti ammessi alla libera circolazione delle merci tra gli stati membri. Per cui, il compost (e tra poco anche il digestato) sarà a tutti gli effetti un prodotto fertilizzante in tutto il territorio europeo e, quel che più conta, se rispetterà le caratteristiche fissate dal Regolamento acquisirà a tutti gli effetti lo status di “rifiuto cessato”, il cosiddetto End of Waste. La direttiva approvata e il Regolamento in corso di approvazione, costituiranno dunque per il compost (almeno quello derivato dal trattamento del rifiuto organico proveniente dalle raccolte differenziate urbane), lo strumento che consentirà al compost e al digestato di diventare rifiuto cessato, di uscire quindi dalla normativa rifiuti per entrare nel libero scambio delle merci (in questo caso fertilizzanti). L’impostazione europea ricalca ciò che da diversi anni avviene in Italia sia per quanto riguarda la norma nazionale in campo ambientale che la norma italiana sui fertilizzanti.
Ora ogni stato membro dovrà recepire la Direttiva, il tempo massimo stabilito è di due anni. Nel frattempo ci si dovrà preparare a quello che tutti gli analisti definiscono un cambio di paradigma ambientale, dall’economia lineare all’economia circolare. Per l’Italia, che tra le nazioni europee è una delle più avanzate in campo ambientale, si tratterà di continuare, perfezionando e uniformando su tutto il territorio nazionale, l’applicazione dei principi di economia circolare che, prendendo come riferimento il caso dei rifiuti organici, ha portato ad estendere la raccolta differenziata della frazione umida a più di 40 milioni di abitanti. L’Italia è leader in Europa per l’Economia circolare e l’Europa leader nel mondo per l’applicazione dei principi di sostenibilità ambientale integrata con la crescita e lo sviluppo economico.
Chi opera nel settore del recupero e del riciclo di sostanza organica dai rifiuti (classicamente mediante il compostaggio) da sempre adotta il paradigma della circolarità del recupero, riportando al suolo ciò che dal suolo deriva.
Speriamo che il recepimento della Direttiva dia degli indirizzi concreti e garantisca il reale sostegno di una filiera virtuosa come quella del recupero e riciclo del rifiuto organico e valorizzi tutti i benefici agronomici, economici, sociali ed ambientali che l’apporto di sostanza organica al suolo garantisce alla sostenibilità ambientale.