Rifiuti bollettino di informazione normativa - direttore: Paola Ficco

Valutazioni e proposte

Utilitalia, in rappresentanza delle imprese che gestiscono il ciclo dei rifiuti per circa il 65% della popolazione nazionale, ha sempre concordato con la necessità che il Paese si doti di un efficace sistema informatico di tracciabilità dei rifiuti che possa prevenire, contrastare e far emergere in maniera sistematica le illegalità che affliggono questo importante e nevralgico settore e che determinano pesanti ricadute negative sull’ambiente e sulla salute dei cittadini nonché su tutti i soggetti che operano correttamente. La Federazione ritiene oggi più che mai necessaria una tracciabilità dei rifiuti che garantisca realmente la semplificazione delle procedure in capo alle aziende e che non generi invece, come prevede il vigente Sistema, la necessità di operazioni aggiuntive e quindi aggravi operativi ed economici per imprese e cittadini.

Un efficace ed efficiente sistema di tracciabilità può rappresentare un’opportunità importante di sviluppo per quelle imprese specializzate nella gestione dei rifiuti e nella tutela dell’ambiente, che Utilitalia in larga parte ha l’onore di rappresentare, che vogliono operare in un mercato aperto, competitivo e trasparente, senza le distorsioni derivanti da pratiche illegali.

Come già da tempo evidenziato nelle sedi competenti, è necessario superare un sistema ancora basato sull’utilizzo di dispositivi obsolescenti e malfunzionanti: ben venga quindi l’utilizzo di tecnologie adeguate e al passo con i tempi. Difatti le attività oggetto della concessione Sistri dovrebbero prevedere in tal senso la tracciatura dell’intero ciclo di vita del rifiuto attraverso i registri di carico e scarico, le schede di movimentazione (produttore e trasportatore), la registrazione dei percorsi. Non sono ancora disponibili dettagli circa la reale portata e funzionalità del nuovo sistema che potrebbe presentare ancora aspetti problematici e difficoltà di applicazione alle realtà del settore. Si fa riferimento in particolare alla strategica questione della interoperabilità del Sistri con i sistemi informatici aziendali, alla tracciatura dei percorsi in tempo reale nonché all’applicabilità del sistema alle diverse e molteplici casistiche relative alla reale operatività della gestione dei rifiuti.

Come già molte volte evidenziato in questi anni nelle sedi istituzionali preposte, il principio su cui impostare un nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti è l’attuazione dell’interoperabilità tra i sistemi informatici gestionali delle imprese e il sistema di nazionale di tracciabilità. La filiera della gestione dei rifiuti che rappresentiamo è in larga parte da tempo informatizzata (software sofisticati e costruiti intorno alle singole specificità aziendali capaci di tracciare l’intero ciclo di vita del rifiuto attraverso i registri di carico e scarico e i formulari di trasporto e produrre in automatico il MUD) e proprio in virtù di questo già rispetta gli obiettivi di trasparenza e tracciabilità dei flussi.

Per quanto riguarda la tracciabilità, non si ritiene condivisibile la previsione che la registrazione dei percorsi non avverrà più in tempo reale. Come anche evidenziato dalla Corte dei Conti, la georeferenziazione è requisito essenziale per l’efficacia del sistema di tracciamento ai fini del controllo del percorso seguito e quindi della legalità del trasporto effettuato.

Per quanto riguarda i flussi specifici di rifiuti, l’emanazione del nuovo regolamento Sistri, il Dm 78/2016, ha evidenziato come sia ancora necessario intervenire sulla normativa tecnica. Al riguardo si rappresentano in particolare le criticità legate al tracciamento del trasporto e del trattamento dei rifiuti urbani pericolosi per i quali, fino all’entrata in vigore del nuovo regolamento, l’obbligo di iscrizione al Sistri era stato rimandato (ai sensi dell’articolo 11 comma 2 del Dm 101/2013) alle risultanze dell’applicazione di un Dm di sperimentazione, disposizione tuttavia abrogata nei primi mesi di quest’anno. Pertanto l’obbligo è stato reintrodotto in maniera inattesa, senza effettuare alcuna sperimentazione, corredato da disposizioni poco chiare che hanno generato ulteriore confusione e dubbi nel settore. A tal riguardo corre l’obbligo di evidenziare che, per quanto riguarda la gestione dei rifiuti urbani, il caso specifico della tracciabilità dei medesimi in Regione Campania (unico caso sul territorio nazionale in cui anche le imprese che gestiscono i rifiuti urbani sono obbligate ad aderire al Sistri) ha mostrato e mostra notevoli criticità anche alla luce della complessità e farraginosità del vigente sistema.

In conclusione ci si aspetta che il sistema di tracciabilità futuro questa volta permetta davvero, come annunciato, di supportare le istituzioni nei processi di semplificazione normativa, di efficientamento della Pubblica Amministrazione e di riduzione degli oneri amministrativi gravanti sulle aziende, con molteplici vantaggi in termini di legalità, prevenzione, trasparenza, efficienza e modernizzazione.
Riteniamo pertanto che, per quanto riguarda il mondo della gestione dei rifiuti sia indispensabile garantire l’interoperabilità con i sistemi aziendali così come previsto all’articolo 23 del nuovo regolamento. Il sistema inoltre dovrà garantire nella pratica operativa l’effettiva applicabilità alla vasta e variegata casistica rappresentata dal sistema della gestione dei rifiuti. Rispetto anche al vigente sistema, in vista della scadenza del 31 dicembre 2016, si evidenzia in particolare la necessità e l’urgenza di approfondire le notevoli criticità operative insorte nell’applicazione al ciclo dei rifiuti urbani nella regione Campania nonché quelle relative alle attività di trasporto e trattamento dei rifiuti urbani pericolosi.

Si evidenzia inoltre la necessità che il nuovo Sistri sia interconnesso con altri sistemi operativi e banche dati nazionali, oltre che con l’Albo nazionale gestori ambientali, ad esempio con l’Ispra, sede del catasto dei rifiuti e della banca dati nazionale delle autorizzazioni degli impianti di gestione dei rifiuti.

Si auspica infine la massima collaborazione tra Ministero dell’ambiente, nuovo concessionario, associazioni delle imprese e softwarehouses fornitrici dei diversi programmi aziendali gestionali impiegati nel settore della gestione dei rifiuti. Si ritiene inoltre necessaria una adeguata fase di sperimentazione che riguardi i sistemi informativi aziendali.