Rifiuti bollettino di informazione normativa - direttore: Paola Ficco

Valutazioni e proposte

FISE Assoambiente e FISE Unire hanno da sempre supportato ogni iniziativa diretta allo sviluppo della qualificazione del settore della gestione dei rifiuti e sono convinte che ciò passi anche attraverso un moderno sistema informatico di tracciabilità. La critica esperienza maturata con il Sistri, dovuta anche al mancato recepimento delle essenziali proposte correttive presentate dalle Associazioni in ambito istituzionale (non ultimo nel Tavolo di monitoraggio e concertazione del Sistri, di cui entrambe fanno parte) non ha permesso un decollo adeguato e operativamente applicabile, anche perché non si è tenuto conto, sin dalla fase progettuale del sistema, né delle criticità del contesto autorizzativo regionale/provinciale, né della variegata casistica delle condizioni operative nelle molteplici fasi gestionali.

La recente aggiudicazione da parte di RTI – Almaviva, TIM e Agriconsulting – fa sperare che finalmente si possa voltare pagina per attuare un nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti che, pur mantenendo fermi gli obiettivi previsti dal Legislatore, realizzi effettivamente ed in maniera efficace e semplificata le procedure in capo alle aziende, evitando inutili duplicazioni e complessità operative con conseguenti oneri.
Attraverso il Tavolo di monitoraggio e concertazione istituito dal Mattm tra rappresentanze istituzionali e rappresentanze delle imprese vanno condivisi i criteri per l’implementazione del sistema, mediante il superamento delle disposizioni inapplicabili e la definizione delle procedure mancanti per specifiche fattispecie di operatori soggetti agli obblighi di tracciabilità.

Per i gestori di rifiuti è imprescindibile che la nuova tracciabilità si realizzi sin da subito tramite una interoperabilità efficace, vale a dire un’interfaccia tra il nuovo sistema di tracciabilità nazionale ed i software gestionali aziendali, al fine di consentire un “travaso” automatico delle informazioni. L’obiettivo è che le procedure attuali non vengano intralciate e/o rallentate considerando che le imprese di trattamento sono chiamate, ogni giorno, a gestire numerose registrazioni.

È necessario inoltre che il nuovo sistema sia in grado di:
• garantire l’interconnessione con le altre banche dati (es.: Albo Gestori Ambientali, CCIAA, etc..) per evitare costi e tempi legati alla duplicazione di informazioni già presenti a livello centrale;
• attribuire all’intermediario un ruolo attivo nelle operazioni dallo stesso svolte; si ricorda che, già da febbraio 2011, gli intermediari sono soggetti “abilitati” allo svolgimento della loro attività dovendo essere iscritti alla specifica categoria dell’Albo Gestori Ambientali e dovendo prestare specifiche garanzie finanziarie;
• definire una banca dati delle autorizzazioni (in regime ordinario e semplificato) che appare un utile strumento per il mercato e per i controlli;
• prevedere un sistema che superi la necessità di utilizzo di dispositivi per accedere al sistema (che determinano comprensibili problemi connessi alle condizioni operative e di usura) mediante autenticazione con identificativo utente e password;
• trasporre in forma digitale i dati già previsti dall’attuale sistema cartaceo (FIR, Registro di carico e scarico e MUD) attraverso l’inoltro in formato elettronico su uno specifico portale web istituzionale nei tempi previsti dalla normativa sulla tenuta dei registri di carico e scarico e senza la pretesa della tracciabilità in “tempo reale”, che rallenterebbe in non pochi casi, quasi fino alla paralisi, le attività delle imprese.

Parallelamente ai citati requisiti tecnici è altrettanto fondamentale che il Legislatore supporti il decollo del sistema:
• definendo un adeguato periodo di sperimentazione del nuovo sistema per consentire i necessari collaudi dello stesso e agli operatori obbligati di familiarizzare con le nuove procedure;
• chiarendo che le modifiche al nuovo sistema di tracciabilità che interverranno successivamente alla sua partenza saranno operative solo una volta opportunamente collaudate e decorso un tempo adeguato dalla loro definizione anche per consentire i necessari aggiornamenti dei sistemi gestionali aziendali;
• prevedendo il principio del ravvedimento operoso per gli errori burocratici e di minore entità che comunque non provocano danni all’ambiente.

In questo generale contesto, la riattivazione del Tavolo tecnico di monitoraggio e concertazione (richiesta anche recentemente da FISE Assoambiente e FISE Unire), e la sua consultazione costante, appaiono come una priorità e un’emergenza, così come l’eliminazione della confusione che regna sulla materia, perseguendo, al più presto, il coordinamento tra norme legislative e norme regolamentari.
La recente conferma della presenza di FISE Assoambiente e FISE Unire al Tavolo di monitoraggio può costituire per le aziende del comparto la continuità di uno storico importante ruolo di rappresentanza e di impegno svolto a sostegno della qualificazione del settore con modalità attuabili.