Rifiuti bollettino di informazione normativa - direttore: Paola Ficco

Valutazioni e proposte

Quando a maggio è stato approvato il nuovo regolamento Sistri, abbiamo dovuto fare i conti con gli stessi dispositivi Usb, le stesse black box, gli stessi contributi annuali (dovuti a prescindere dall’effettiva operatività del sistema), le stesse procedure complesse e onerose; il “nuovo” Sistri descritto nel regolamento sembra rispecchiare il precedente, con un impegno ad intervenire con nuove promesse di semplificazione e riduzione dei costi. Tutto rinviato però a Decreti successivi e successivi all’esito della gara.
L’esito, adesso è arrivato, e dopo quasi sette anni e una trentina di provvedimenti legislativi intervenuti in materia di Sistri, questa occasione di voltare pagina e riconquistare la fiducia delle imprese rispetto alle esigenze di tracciare i rifiuti, ma in maniera semplice ed efficace, non può essere persa.
È innegabile che ci si appresta a questa nuova fase di Sistri con tanti dubbi. Le promesse di semplificazione e di risoluzione delle criticità, in questi anni, sono state molte ma sempre disattese. Oggi, la novità principale è che sono cambiati i gestori, ma molti problemi sembrano ancora irrisoli.
Innanzi tutto, il fatto che il bando Consip abbia messo a gara la precedente piattaforma, è stata una scelta che non abbiamo in alcun modo condiviso: perché continuare a far pagare le imprese per qualcosa che in questi anni ha mostrato enormi difetti?
Inoltre, come CNA abbiamo più volte evidenziato la necessità che il quadro legislativo venisse modificato prima di procedere con la gara: come è possibile pensare di definire un nuovo sistema, se il nostro codice ambientale contiene ancora le norme del vecchio Sistri, con tutte le relative criticità e incongruenze?
Ferme restando queste perplessità, ci apprestiamo a confrontarci con la definizione del nuovo sistema auspicando che questa fase possa rappresentare un momento di profondo rinnovo, in un’ottica costruttiva e di condivisione per raggiungere il comune obiettivo di migliorare la tracciabilità dei rifiuti in Italia, semplificando al contempo la vita alle imprese. Deve essere chiaro, però che per superare tutte le criticità strutturali ed operative che hanno caratterizzato ilSistri, non sia sufficiente una semplice operazione di restyling dell’attuale sistema.
In questi anni gli sforzi propositivi non solo della CNA, ma di buona parte del mondo Associativo, sono stati enormi. Abbiamo cercato di portare nei tavoli istituzionali idee e proposte volte a uscire dallo stallo del Sistri e definire un sistema di tracciabilità in grado di tutelare il nostro prezioso territorio con procedure coerenti con le caratteristiche delle imprese e della filiera dei rifiuti.
Ecco alcuni degli elementi che riteniamo imprescindibili.
• Operare una revisione complessiva della normativa.
• Garantire la sostenibilità dei costi evitando un aumento degli stessi rispetto all’attuale sistema cartaceo.
• Eliminare l’attuale sistema hardware, sfruttando strumenti, canali di comunicazione e banche dati già attivi, funzionali, funzionanti e consolidati all’interno delle imprese e nei rapporti tra PA e imprese.
• Garantire semplicità delle procedure complessivamente previste dal sistema, evitando di chiedere alle imprese informazioni già in possesso della PA.
• Subordinare l’avvio operativo del sistema e delle relative sanzioni ad un congruo periodo di formazione, di sperimentazione e di ottimizzazione del sistema.
• Assicurare un continuo monitoraggio, con il coinvolgimento delle associazioni rappresentative delle imprese, sull’efficacia e sul corretto funzionamento del sistema, anche rispetto alle caratteristiche degli utenti, a cui dovranno essere messi a disposizione adeguati e dedicati strumenti di assistenza.

Ma c’è un altro aspetto di cui siamo sempre stati convinti: la tracciabilità dei rifiuti è un tema estremamente importante e di interesse generale; non può dunque essere totalmente affidato a enti o imprese private, ma deve avere una forte connotazione istituzionale operata direttamente dal Ministero dell’Ambiente e/o da suoi organismi interni. Deve dunque essere chiara la differenza tra l’affidamento della gestione tecnologica (affidata a soggetti privati) e la Governance (Istituzionale).
In questo senso, il modello dell’Albo Gestori Ambientali rappresenta un’esperienza positiva (con costi assolutamente ridotti per le imprese rispetto a quelli che abbiamo visto col Sistri) che può essere preso come riferimento.