Rifiuti bollettino di informazione normativa - direttore: Paola Ficco

Valutazioni e proposte

Tracciabilità è una parola che in questi ultimi anni è stata “usata” da tanti ma non altrettanto “praticata”. La tracciabilità è legalità e questa purtroppo è scomoda ancora a molti. La speranza è quella di non assistere all’ennesimo rinvio “tecnico” ma, al contrario, della messa in esercizio di un strumento di lavoro efficace, puntuale e che sia di vero aiuto alle nostre imprese non solo nel “tracciare”, ma anche nello “snellire” una contabilità ambientale rimasta decisamente “al palo”. Se ciò dovesse avvenire, due “nomi illustri” ne trarrebbero beneficio…il primo, il più nominato ma anche il più sbeffeggiato…il “Signor Ambiente”. Le cronache sono piene di illeciti ambientali nel settore dei rifiuti e tutti percepiscono che manca qualcosa, uno strumento che dissuada il furbetto di turno, perché il Sistri è anche prevenzione. Non se ne può più di vedere la nostra Terra deturpata e derubata, usata come “buca” per metterci dentro l’ennesimo scarto di lavorazione…e tutto questo solo e sempre per il “Dio denaro”. L’altro beneficiario sarebbe sicuramente “l’impresa” quella sana, virtuosa, quella che in questi anni, nonostante la crisi economica, non ha abbassato la testa e non ha intrapreso “scorciatoie”. Chi non vuole la tracciabilità o dice di volerla e dopo non la pratica, è perché ha qualcosa da nascondere o non ha mai conosciuto un altro modo di “fare impresa”… quello sano e puro dove il conto economico è il vero e unico “padrone dell’impresa”, dove si conteggiano tutti costi e non se ne “perde per strada” nessuno.
Questo è quello che mi aspetto dal Sistri ma non illudiamoci che sia la panacea di tutti i mali. È un importantissimo strumento, un enorme passo in avanti che però dev’essere accompagnato da un altro fondamentale tassello per completare il puzzle…un piano coordinato e continuativo di controlli ambientali e su questo affido molte delle mie speranze nell’attuazione del Disegno di legge approvato di recente sul riordino delle Agenzie Ambientali.
Il mondo del recupero dei veicoli fuori uso e dei rottami ferrosi e non ferrosi in generale, ha bisogno di tutto questo. È da tempo che la nostra associazione si batte per incrementare la tracciabilità e la qualificazione della filiera dei veicoli fuori uso… tracciabilità che deve necessariamente partire da un’esigenza ormai non più rimandabile, quella che tutti i soggetti coinvolti nel trattamento siano dotati di un sistema di pesatura certificato.
Oggi non è così, molti autodemolitori non dispongono della pesa e questo non permette di certificare il peso esatto del veicolo e dei rifiuti in ingresso. Queste incertezze danno vita a “zone grigie” sia in ambito amministrativo che fiscale in quanto danno spazio a “furberie” che ledono tutti gli altri attori della filiera e le imprese virtuose. La nostra filiera è “affamata” di legalità e solo rispondendo a questa esigenza si avrà certezza sugli investimenti, anche in un’ottica di economia circolare, altro grande tema che sarà nostro compagno di viaggio nei prossimi anni. Per questo aggiungo che un altro aspetto fondamentale del Sistri è la tracciabilità di tutti i rifiuti, anche dei non pericolosi perché altrimenti rischiamo che ne esca un sistema un po’ “zoppo”.
Concludo con una celebre frase di un certo signor Albert Einstein: “Chi dice che è impossibile, non dovrebbe disturbare chi ce la sta facendo”… credo che dovremmo ancora combattere… e molto.